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by MADYUR

martedì 2 marzo 2010

SCOPERTO UN NUOVO DIPINTO DI LEONARDO, COMPRATO A SOLO 19 MILA DOLLARI AD UN’ASTA CHRISTIE’S

Nel 2004 il Museo del Louvre spostò in una nuova teca e in un rinnovato allestimento la Gioconda , il laboratorio  di restauro del museo proseguì l’indagine con La vergine, il bambino Gesù e Sant’Anna , dipinta sul legno : un uomo si accorse che sul retro si vedeva chiaramente una testa di cavallo e un cranio disegnato a metà. La scoperta galvanizzò i restauratori , i quali scoprirono anche l’esistenza di un disegno di Gesù adolescente con un agnello.

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I disegni sono tracciati con un carboncino sulla base di pioppo, l’uso di uno strumento a raggi rossi consentì di riconoscere quello che si notava ad occhi nudi. La testa del cavallo rimanda a la Battaglia di Anghiari. La seconda immagine è mezzo cranio con la cavità orbitale, mentre la terza è la più dilavata del tempo e mostra un giovane Gesù con la testa girata verso destra che gioca con un agnello.

La scoperta era eccezionale. Disegni di tal tipo dietro un’opera sono assai rari e nessuno ne conosce di Leonardo.

Recentemente un collezionista canadese ha riconosciuto in un dipinto la mano di Leonardo. Peter Silverman acquistò l’opera due anni fa in un’asta Christie’s , era venduta come opera di un anonimo tedesco del XIX secolo. La comprò per 19 mila dollari , il dipinto su pergamena a gesso , rifinito a penna e inchiostro , raffigura una fanciulla di finissima fattura.

Come gli esperti , di cui si avvale una casa d’asta tra le maggiori del mondo, l’abbiano potuto scambiare per opera di un Deutscher Romer di stanza a Olevano o a Frascati , rimane un mistero.

La fattura quattrocentesca e fiorentina del ritratto è evidente anche a chi non appartiene al circolo dei leonardisti. Silverman , dopo aver comprato il dipinto , si è rivolto a Peter Paul Biro. Questi è un esperto canadese di consumata esperienza , non uno storico dell’arte in senso stretto, che si serve di tecniche fotografiche per l’identificazione di segni e tracce.

Biro ha scoperto, grazie alle sue macchine , che in alto a sinistra del piccolo dipinto , si riconosce un’impronta di Leonardo. Un impronta tutto simile è riconoscibile nella tavola di San Girolamo ( circa 1480) nella Pinacoteca dei Musei vaticani. opera celeberrima a cui il maestro lavorò da solo.

L’analisi del carbonio 14  ha collocato il manufatto tra il 1440 e il 1650 e l’analisi a raggi infrarossi ha mostrato che la pergamena a gesso e profili a penna e a inchiostro sono tracciati da un mancino. Come ben sapete Leonardo era mancino.

Silverman e Biro si rivolsero, allora , allo storico d’arte Kemp, professore emerito di storia dell’arte all’Università di Oxford. Lo storico non ha avuto dubbi nel riconoscere nel ritratto la grafia di Leonardo.

Kemp è riuscito ad identificare nel ritratto Bianca Sforza, figlia di Ludovico Sforza duca di Milano e della sua amante Bernardina de Corradis. La fanciulla ha 13 o 14 anni e dunque l’opera fu dipinta intorno al 1496 , quando andò a sposa al duca Galeazzo Sanseverino, mecenate e amico di Leonardo.

Kemp ha sottolineato anche l’insolita tecnica del dipinto su pergamena e gesso che Leonardo attinse dal pittore francese Jean Perrèal  quando giunse , al seguito di Carlo VIII , a Milano nel 1494 per la fortunata campagna di conquista dell’Italia.

Carlo Pedretti , grande leonardista , non ha esitato a confermare l’attribuzione del collega oxoniano. Ora dobbiamo aspettare del vo9lume che Kemp sta scrivendo con Pascal Cotte del Laboratorio del Louvre.

1 commenti:

  1. Precedentemente gli illustri esperti sapevano che si trattava di un Leonardo ma hanno agito pensando di essere più furbi aspettando due anni dalla vendita per poi ritrattare l' expertise.
    Legalmente l' opera è ancora del primo proprietario.

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