Stalin torna nella Piazza Rossa. Dieci grande gigantografie del dittatore , corredate da lunghe scritte didascaliche sulla sua mirabile strategia bellica , compariranno per le vie di Mosca già dal primo aprile secondo un complesso regolamento stilato in un lungo braccio di ferro tra il sindaco di Mosca e i rappresentanti dei veterani della Seconda Guerra mondiale.
Il sindaco Luzkhov , impegnato in altre faccende non voleva grane ideologiche, ma i nostalgici volevano tanto celebrare il loro eroe per la grande festa che dal primo al nove maggio celebrerà la loro vittoria sui nazisti.
Sono quasi tutti ultraottantenni e ne saranno rimasti 2000 , ma i veterani si portano dietro l’anima nostalgica di milioni di cittadini elettori. E soprattutto finanziamenti e strutture organizzative del partito comunista di Ziuganov che con ilo suo 18% è il secondo partito del Paese.
Il volto che incarna tutti gli orrori del paese ritornerà a sorridere pacioso e accattivante ai cittadini della capitale , sulla piazza del Teatro Bolshoj , al monte Poklonnaja , dietro l’arco di Trionfo del Kutuzovskij prosepkt.
Scandalo dei partiti minori e di Makhail Gorbaciov , che ha sbottato “Queste cose vanno bene nei libri di Storia , ma riproporre quel volto e quel personaggio in chiave eroica rischia di mistificare la realtà , confondere le coscienze dei più giovani”.
Sorride ,invece, l’86 enne Dolgikh , leader dei veterani comunisti irriducibile che fu membro del comitato centrale del Pcus e rappresentò a lungo l’ala più dura e anti-Perestrojka del Partito durante la prima segreteria di Gorbaciov. Il suo obiettivo era di for tornare le immagini di Stalin proprio nella festa che si preannuncia spettacolare con la partecipazione di reparti militari francesi, britannici e statunitensi.
Le condizioni da rispettare sono quelle del sindaco. Stalin deve essere raffigurato sempre in compagnia di qualche altro , partigiano, operaio o politico che sia. La seconda che le didascalie dovranno riferirsi esclusivamente al periodo della Seconda guerra mondiale.
Sui manifesti compariranno le belle ed edificanti storia che ancora oggi Dolgikh racconta ai suoi nipoti. Verità storiche che trascurano i crimini commessi dallo stalinismo. Il Cremlino non vuole contrariare il partito comunista. I comitati per i diritti umani fanno notare che c’è una lenta ripresa dell’operazione nostalgia.
In autunno un busto di Stalin nella metropolitana russa fece scalpore in Russia. Poco dopo i veterani fecero abbattere l’insegna di un ristorante ribattezzato “Anti Sovetskaja”.(http://pensierimadyur.blogspot.com/2009/11/un-ristorante-antisovietico-fa-litigare.html). Promettono inoltre manifestazioni anti staliniane dalla loro leader “Quell’uomo era un criminale. Pubblicizzare un regime che ha sterminato milioni di cittadini innocenti è semplicemente una vergogna”.
Nella sede del partito comunista si evitano commenti e si prepara la scelta delle foto “Che sorrida – raccomandano i dirigenti – è importante che sorrida”
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