
L’esercito thailandese ha inviato rinforzi attorno al quartiere commerciale di Bangkok, «per isolare l’area e accrescere la pressione» sulle camicie rosse che da sei settimane occupano la zona ricca del paese. Il portavoce militare Sansern Kaewkamnerd ha anche avvertito che i militari sono pronti a intervenire se i manifestanti continueranno a rifiutarsi di mettere fine alla loro protesta.
Intanto proseguono gli scontri fra soldati e manifestanti che nelle ultime 24 ore hanno già fatto una ventina di morti e 146 feriti. Ci sono testimonianze di nuove vittime (almeno tre morti), tra cui un infermiere colpito da un proiettile e un manifestante che stava dando fuoco a un copertone. L’accampamento delle camicie rosse fedeli all’ex premier Thaksin Shinawatra è stato circondato da militari e poliziotti in tenuta anti-sommossa. Ogni tanto ci sono spari dai soldati e lancio di bottiglie molotov dalle camicie rosse.
L’opposizione però non molla, nonostante l’esercito abbia tagliato luce e rifornimenti e i manifestanti si siano ridotti a 6mila, dopo che molti anziani e bambini se ne sono andati. I capi della rivolta hanno assicurato di avere ancora viveri per «alcuni giorni» e hanno chiesto ai sostenitori di rafforzare il presidio. Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, ha espresso preoccupazione per «le crescenti tensioni e violenze» e ha lanciato un appello affinchè cessino le violenze. Intanto è stato dichiarato fuori pericolo il cameraman canadese di France 24 raggiunto da tre proiettili durante gli scontri. Un portavoce dell’ospedale in cui è ricoverato. Ha spiegato che Nelson Rand, colpito alla gamba, a un fianco e all’addome, è cosciente e respira da solo.
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