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by MADYUR

martedì 31 agosto 2010

FOTO DEL GIORNO 31 AGOSTO 2010 : I MURALES SUGLI AUTOBUS DI BANGKOK

Bangkok, i murales colorano gli autobus Iniziata una decina di anni fa con semplici disegni, ora la moda di decorare i pullman turistici in Thailandia impazza a tal punto che ha creato una vera e propria sub-industria, fatta di gruppi di giovani armati di aerografo e creatività che si cimentano in motivi sempre più complessi. E costosi. A Bang Len, la cittadina vicino a Bangkok nota per la produzione di pullman, decorarne uno costa dai 1200 ai 2000 euro, a seconda dei disegni. I più in voga sono i manga, giapponesi o coreani, e i personaggi Disney e DreamWorks. Ma ognuno viene personalizzato con lo stile dell'artista, che di solito fa parte di un team di freelance assoldato dalle aziende produttrici per il tempo necessario a realizzare la creazione artistica: in media una decina di giorni.

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PENSIERIMADYUR CLASSIC 24-12-2007: LA RELIGIONE NELL'ESERCITO USA

LA RELIGIONE NELL'ESERCITO AMERICANO


All'inizio di novembre Eric Horner si stava preparando ad un suo concerto negli Outer Banks, quando ricevette una telefonata di un alto funzionario dell'esercito americano. George W.Bush aveva annunciato che avrebbe tenuto un discorso alle reclute di Fort Jackson , in South Carolina ; le forze armate speravano che lui potesse esibirsi per le truppe.
Il cantante era già pregno di appuntamenti , ma grazia ed un contributo di 6000 dollari di un parrocchiano , convinto che Horner dovesse incontrare il presidente , è riuscito ad arrivare con un jet privato. Alla base di Fort Jackson cantò per 90 minuti i successi del suo ultimo album , che ha titoli come God Bless my soldier too( Dio benedica anche il mio soldato) o God bless the Usa ( Dio benedica gli Usa) . Horner racconta che dopo l'esibizione , lui , la moglie e la coppia sono stati gli unici civili ammessi all'incontro con il presidente.
Il cantante è convinto che muovere l'ingranaggio a suo favore è stato il generale di Fort Jackson, la più grande base di addestramento reclute degli Stati Uniti, dove le canzoni di Horner infuse di religione hanno già fatto parte del programma di formazione dei nuovi soldati.
In America il primo emendamento divieta la coercizione religiosa , ma Horner con il suo intento di far conoscere Cristo a chi si è smarrito , viene portato a palmo di mano da molti comandanti militari e dal generale Daniel Petraeus. E viene regolarmente ingaggiato per esibirsi davanti a migliaia di soldati.
Alcuni ufficiali sostengono che Horner è un grande trascinatore e ha una grande capacità di sollevare il morale delle truppe. Il cantante insiste a dire che i suoi concerti hanno un carattere laico, ma tutto dimostra il contrario.
Molte delle sue canzoni come United we'll stand when together we kneel (Resteremo uniti se ci inginocchiamo insieme) , hanno un carattere di fondamentalismo cristiano militante diffuso dopo l'11 settembre. Mikey Weinstein, fondatore della Fondazione per le libertà religiose nell'esercito, sta facendo causa contro quella che lui definisce una somministrazione forzata di religione . Il dipartimento delle difesa, secondo lui, è in preda ad un contagio di fascismo cristiano, che è assolutamente incostituzionale.
Horner era il chitarrista di Lee Greenwood, ma dato, come dice lui, Dio non lo lasciava in pace, ha registrato un disco nel 2003 intitolato Prayer warrior (Guerriero di preghiera) , un provocatorio inno post 11 settembre.
Horner ultimamente si è esibito ad un ospedale militare di Washington , dove il collonnello non ha battuto ciglio quando ha cominciato a parlare del Signore. I soldati poi hanno risposto benissimo al messaggio della musica.
Secondo Horner è un peccato che ci siano posti in cui parlare di Dio ti può portare dei guai.
In un concerto a Fort Benning , davanti a cinquemila soldati, ha esortato le truppe ad avanzare nel nome di Gesù , per poi lui affermare che i quel concerto no ha detto quelle frasi, contenuti in una sua canzone.
Il vero problema , commenta Beth Hillman,professoressa di legge militare alla Rutgers University , è che le forze armate ingaggiano solo Horner e nessun'altro artista di religione differente, dimostrando di voler incoraggiare l'aderenza ad una sola fede.
Alcuni altri definiscono le esibizioni di Horner una violazione , dichiarando che l'esercito non è un luogo di culto.
In molte foto web nel suo sito si vedono foto dei suoi concerti dove esistono bancarelle che vendono bibbie e magliette con la critta "resteremo uniti se ci inginocchiamo insieme" con una croce sovrapposta alla bandiera americana.
In un web cristiano ha aggiunto "Facciamo un concerto essenzialmente patriottico , ma ogni tanto possiamo parlare di fede".
Horner ha trovato nelle basi militari un terreno fertile per la sua missione di salvezza. Tempo fa ha ricevuto dal generale Patraeus una lettera di complimenti che ora compare nel sito del cantante accanto ad una foto del generale in alta uniforme.
Il colonnello Thomas Hayden nel suo sito scrive "Appoggio pienamente gi strumenti che usa per raggiungere il cuore dei soldati". Il colonnello Fulton "Anche il resto dell'America deve scoltare il suo messaggio : gli farebbe così bene".
Il regolamento militare proibisce ai soldati quando sono in uniforme di appoggiare organizzazioni politiche o religiose. Il professore Fidell , membro del direttore della Fondazione per le libertà religiose nell'esercito, ritiene che Petraeus debba richiedere il ritiro della sua foto dal sito di Horner .
L'approvazione ufficiale di un cristiano militante da parte del comandante delle forze americane in Iraq , potrebbero incoraggiare la convinzione che gli Stati Uniti si siano imbarcati in una crociata. Ne è convinto Weinstein che attaccò il generale Jerry Boykin , nel 2002, quando dichiarò una congregazione di battisti dell'Oklahoma " I nemici dell'America saranno sconfitti solo se li attacchiamo in nome di Gesù".
Secondo sempre Weinstein il 30% dei soldati fa capo a gruppi cristiani fondamentalisti . Negli ottanta era vicina allo zero. Da quando ha creato la Fondazione ha ricevuto più di seimila chiamate di soldati che definisce vittime di violenza spirituale da parte degli evangelici.
L strutture militari hanno sempre sminuito e ignorato le loro denunce, così Weinstein è convinto che l'unico modo per allontanare Horner e altri, è una vera propria azione legale , come quella che a settembre è stata depositata contro il segretario della difesa Robert Gates.
In effetti Charles Espie , il portavoce multinazionale dell'Iraq, non ci vede proprio niente di male nlle canzoni di Horner

IL DIO NELLA CASA BIANCA: UN RAPPORTO IMPORTANTE A CUI UN PRESIDENTE NON PUò FARNE A MENO . NEANCHE OBAMA



La riscoperta di Dio compiuta da Obama è un indice di difficoltà politiche più eloquente e sicuro di 100 editoriali e di ogni listino Borsa.

Il Dio della Casa Bianca è un ospite permanente e precario, un fantasma del guardaroba c he gli inquilini evocano o rinchiudono secondo convinzioni personali che tendono a coincidere con le loro fortune politiche o ad alimentarle.

Dalla fondazione della repubblica , affidata ad uomini fieri ( si vocifera massoni) , non è mai del tutto mancato nei governi di una nazione che si proclama la più cristiana del mondo ( escluso lo Stato del Vaticano). Ma se per un Lincoln , che impose la scritta “In God we trust” (In Dio confidiamo) sulle monetine , per un Kennedy che da bravo cattolico credeva profondamente nei preti porporati , per un Bush jr ribattezzato e rinato nell’acqua del Giordano , per un Carter insegnante di dottrina, il dono della fede sembrava sincero , la conversione di Barack Obama lascia segni di scetticismo.

Sui siti trash di Internet , Barack è un musulmano. Falsa , inoltre, è la sua frequentazione alle madrasse gestite da fanatici islamisti wahabiti a Giakarta , dove visse bambino con la madre risposata con un indonesiano. Smentita anche dal preside della scuola elementare che ha frequentato , affermando che nella sua scuola si fa storia di tutte le religioni, Islam incluso, ma nessun indottrinamento.

Persino il padre , che lo scaricò quando aveva due anni per tornarsene in Kenya , risulta essere stato un musulmano per nascita , che indica quel nome di mezzo Hussein , ma morto ateo, come la mamma , che detestava tutte le religioni organizzate e, scrisse Obama stesso, i panni e gli orpelli dietro quali i preti nascondono il proprio potere e la propria ipocrisia.

La confessione protestante alla quale Obama aderì , da adulto, è la Chiesa Unitaria di Cristo , la United Church of Christ, conosciuta per la moderazione e la ecumenicità del proprio milione di fedeli americani , più attenta all’apostolato sociale che al misticismo.

Il suo avvicinamento ai battisti , divenne inevitabile quando cominciò a fare servizio sociale nella Chicago nera , fu dettato dalla semplice realtà delle chiese come centro di aggregazione e di influenza nella comunità di colore. Un avvicinamento che gli procurò solo guai , con il reverendo Wright, esagitato predicatore e militante dei “neri” furiosi.

Quando stravinse le elezioni nel 2008 , traslocando nella Casa del potere bianco, gli Obama scelsero di evitare le funzioni domenicali , con la scusa di non voler stravolgere la vita dei fedeli con la sua sicurezza. Le ragazzine sono state iscritte in un liceo nominalmente quacchero , ma più noto per l’eccellenza accademica.

Nonostante la proclamazione di grande nazione cristiana , questo garbato distacco fra il capo dello Stato e la religione organizzata è sempre stato più la norma che l’eccezione. Senza arrivare a Roosevelt che voleva eliminare il riferimento a Dio sulle monetine, lo considerava un doppio sacrilegio ( Dio associato ai soldi e la zecca associata a Dio).

Il Dio nei presidenti americani era apparso più come un perbenismo da vetitino della domenica. Roosevelt aveva problemi fisici per amare inginocchiatoi e riti. Eisenhower , cresciuto come testimone di Geova dalla madre, si rifugiò nel grembo dei presbiteriani. Il rapporto tra Dio e il presidente è stato rappresentato per molto tempo dall’emblematico discorso di Kennedy , all’Università Rice di Houston, dove mise fine ai sospetti che avrebbe obbedito più alla Curia romana che alla Costituzione “La religione va chiusa tra parentesi quadre”.

Il furbissimo Reagan faceva grande e retorico uso di citazioni bibliche, come l’America luminosa città della collina pescata da un discorso di Gesù nel Vangelo secondo Matteo , e arruolava Dio nelle funzioni funebri “Gli astronauti oggi hanno toccato il volto di Dio”. Ma solo annebbiato dall’Alzheimer lo si vide nelle chiese di Bel Air.

Bush jr crede ci sia un Dio “guerriero”. Nel suo discorso famoso disse che seguiva le disposizioni di Dio andando a bombardare l’Iraq e che Gesù era il mio filosofo preferito. Ma Bush dovette radunare attorno a sé le armate dell’elettorato cristiano fondamentalista , un elettorato che esige quel tributo ai valori conclamati , che Obama neppure telefonando a migliaia di predicatori e uomini di Chiesa , potrà mai garantire.

Obama dice di pregare soventemente , nei momenti privatissimi. E quando la dispensa del favore pubblico si svuota cerca nel suo guardaroba quel Dio che gli possa dare un aiutino.

LE AMAZZONI SONO ESISTITE VERAMENTE. GUERRIERE FIERE DI COMBATTERE PER IL LORO RE



Nel palazzo reale di Abomey , capitale del regno di Dahomey (oggi Benin) sono presenti bassorilievi a tinte forti : una donna armata di machete che mozza la testa ad un nemico, un’altra che pianta lo stendardo sulla collina dove una città è stata espugnata , e infine una che morde al collo l’avversario maschio con denti visibilmente affilati.

Non sono frutto di mito e fantasia. Come geroglifici , descrivono battaglie , esecuzioni, storie vere di conquista di donne guerriere. La prova che le amazzoni sono veramente esistite. Durante il regno di Behanzin (1889-1894) le amazzoni del Dahomey sono arrivate a essere 5 mila, più di un terzo dell’esercito : perfettamente addestrate , scelte fra le mogli reali , le prigioniere di guerra , o anche fra comuni donne separate , se prestanti e aggressive. Fra loro vi erano molte vergini e tutte dovevano rispettare l’astinenza sessuale durante il servizio militare.

Erano armate con moschetto a pietra focaia , un machete leggermente ricurvo e anche con un rasoio che imitava , in dimensioni maggiori , quello occidentale da barbiere. Spesso tenevano un chiodo legato al polso e si limavano i denti per affilarli.

In Benin sull’esistenza di donne guerriere si ha una documentazione indiscutibile. Si sa che non facevano parte di una società matriarcale, ma di un dispotico regno maschilista. Dove i sacrifici umani erano all’ordine del giorno. E lo schiavismo , business per i 13 sovrani locali saliti al trono. In queste attività c’erano le amazzoni nere , fedeli e fredde esecutrici.

Si racconta che erano indomabili, al punto che stupirono i soldati francesi per il loro coraggio nei combattimenti del 1892 , quando cadde, dopo una lunga resistenza , la capitale del Dahomey.

Oggi il Benin è una repubblica presidenziale che copre solo in parte il territorio dell’antico Dahomey , ma ad Abomey c’è un re tradizionale , anche se privo di potere politico. Qui esiste l’ultima amazzone ancora in vita : si chiama Nadru , è una donna ultracentenaria. Vive in una clinica della città e si regge in piedi solo se sorretta da due dignitari. Racconta come si allenava, come sparava , come era fiera di essere una delle mogli del re e allo stesso tempo una guerriera. Lei , però, non uccise i francesi. L’ultima amazzone di quella guerra si chiamava Nawi . Morì nel novembre del 1978 , a 103 anni.

Le amazzoni all’inizio vennero concepite come guardia reale ( di notte nella reggia non erano ammessi maschio adulti per un tabù sessuale : si temeva che potessero insidiare le mogli del re) poi divennero una vera formazione d’assalto.

Le guerriere erano solite danzare , suonare, cantare per nutrire lo spirito del corpo. Una loro canzone recitava “Noi siamo uomini , non donne, qualsiasi città noi attacchiamo la dobbiamo conquistare o seppellire noi stesse nelle sue rovine. Lasciateci marciare in modo virile , lasciateci marciare con fierezza , come gli uomini”.

A Dahomey si ebbe il fenomeno delle amazzoni perché le donne erano tenute in considerazione , tanto che la si considerava pari all’uomo anche in guerra. L’esploratore britannico Richard Burton , dopo aver assistito alle dimostrazioni di donne guerriere , alte 2 metri e dalla muscolatura possente , scrisse che il Dahomey era una Sparta nera , dove la guerra e il commercio degli schiavi richiedevano una forza militare estesa ed efficiente , mentre il numero dei maschi locali era limitato.

I Fon, l’etnia del Dahomey , dovevano fronteggiare gli Yoruba di Oyo . Le infestazioni di mosca tze-tze non permettevano ai Fon di allevare cavalli , usati in guerra dagli Yoruba. Ricorsero allora alle donne , che fra loro erano fisicamente prestanti. I cantastorie confermano l’impiego di amazzoni contro gli Yoruba.I sacrifici erano per loro un’iniziazione e un allenamento costante : le vittime erano portate in grossi cesti al cospetto delle amazzoni che tagliavano loro la testa. Burton vide centinaia di esecuzioni rituali e giudiziarie compiute da loro.

Le amazzoni affermavano di essere uomini , non donne. Vestivano tutte allo stesso modo , mangiavano il medesimo cibo e tra maschi e femmine vi è competizione : se un maschio è capace di fare una cosa , le amazzoni si sforzano di farla meglio. Curavano molto le loro armi.

Alcuni attacchi delle amazzoni erano fatti per procurarsi schiavi da vendere sul mercato di Ouidah , da dove il portoghese Francisco da Souza , li inviava nei Caraibi e in Brasile. A Okeadon vennero fatti 4000 prigionieri , tanti da occupare 4 navi negriere. C’erano 180 crani appartenuti a vittime di Okeadon posti dalle amazzoni come ornamento del palazzo reale di Singboji.

Dal 1870 furono attaccati 37 centri Mahi( altri poli del paese). Dalla città Yoruba di Meko vennero prelevati 3000 prigionieri e portate 4000 teste come trofei. Alla fine la Sparta nera fu castigata dai francesi, dopo moltissimi trionfi.

L’epilogo finale avvenne nel 1892. I francesi più attrezzati militarmente attaccarono improvvisamente i dahomeyani. I francesi furono testimoni di molti atti di eroismo delle amazzoni , che morirono quasi tutte nella difesa della città. Nel 1892 entrarono ad Abomey . Il re fu catturato dopo altri 2 anni di resistenza.

NEGATE LE VISITE A SAKINEH , LA DONNA IRANIANA CONDANNATA A MORTE NEDIANTE LAPIDAZIONE


Alla donna iraniana condannata a morte in Iran , mediante lapidazione, sono state negate le visite del suo avvocato e della sua famiglia.
Sakineh Mohammadi Ashtiani è detenuta in carcere a Tabriz dal 2006 ed è condannata a morte con l'accusa di adulterio. Lei è stata assolta per l'omicidio del marito , ma le autorità iraniane hanno detto che lei era complice dell’assassino.
Il figlio Sajad , 22 e la figlia Saeedeh , 17, non hanno potuto vedere la madre
Più tardi, quando le fu permesso di telefonare al figlio , è emerso che le guardie le avevano detto che nessuno era venuta a trovarla e che l’avevano abbandonata. Sajad ad un giornale britannico afferma "[] I funzionari sono ostinati - sono solo alla ricerca di modi diversi per maltrattare mia madre e noi come suoi figli, "
L’ avvocato nominato dal governo , KIan, non ha potuto farle visita dato che è apparsa in TV e ha confessato del coinvolgimento nell'omicidio del marito. Attivisti dei Diritti umani considerano la confessione fatta sotto costrizione.
A casa dell’avvocato , a Tabriz, è stata saccheggiata dai funzionari di governo che hanno sequestrato documenti e computer portatili dopo aver rotto la porta anteriore. Egli ha detto: "Il governo mi ha nominato a rappresentare Sakineh ma ora sono arrabbiati perché vedono che anche io ammetto che lei è completamente innocente. "
Un altro avvocato della difesa , Mohammad Mostafaei, fu costretto a fuggire dall’ Iran dopo che fu emesso un mandato di cattura. L’avvocato ha detto: "Ora tocca a me , ma io non vado da nessuna parte. Sono qui per difenderla fino alla fine , anche se mi metteranno in carcere ".
Ha descritto la frase lapidazione come " incredibilmente "ridicola , aggiungendo che mentre lei era stata accusata di adulterio , l'amante non era stato neanche nominato.
"E ' stato condannato a morte per lapidazione per adulterio , ma nessun altro è chiamato in causa per le sue accuse di adulterio , con chi ha avrebbe fatto sesso? Nessuno è chiamato nella frase. Lei è stata condannata per adulterio in quanto il giudice pensava avesse avuto rapporti sessuali extraconiugali , ma con chi? " ha detto.
"Il Caso Sakineh è diventata una battaglia tra l'Iran e la media e la gente di tutto il mondo. Stanno ammazzando il tempo nella speranza che la gente dimentichi Sakineh . Quello che è chiaro è che i funzionari non vogliono fare un passo indietro perché vedono come un segno di sconfitta per il regime , se farlo ".

FOLLE A BRATISLAVA SPARA A PERSONE. 6 MORTI

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PER I MEDIA IRANIANI CARLA BRUNI è UNA PROSTITUTA


I media di stato iraniani hanno chiamato la First Lady di Francia Carla Bruni - Sarkozy " una prostituta ". Un attacco insolito per la moglie di un leader mondiale che ha mostrato sostegno per una donna iraniana che dovrà affrontare la morte mediante lapidazione per adulterio.

La moglie del presidente francese Nicolas Sarkozy ha condannato la sentenza contro Sakineh Mohammadi Ashtiani .

lunedì 30 agosto 2010

FOTO DEL GIORNO 30 AGOSTO 2010 : A 14 ANNI ELISANY SILVA è ALTA 2.06



Elisany Silva ha appena 14 anni, ma è già alta due metri e sei centimetri. Il suo sogno è diventare una modella e proprio a settembre debutterà in una sfilata per abiti da sposa. .


La storia di Elisany è stata raccontata dai media brasiliani. Una bella ragazza, dal fisico statuario, che però è andata incontro a tanti problemi e discriminazioni. Elisany è cresciuta in una modesta casa di Ajuruteua, una piccola cittadina nello stato brasiliano di Pará, insieme a sei fratelli. Tra tutti, però, Elisany è la più alta. La giovane, infatti, ha cominciato a crescere a dismisura dall'età di 11 anni.

In questi anni Elisany ha dovuto affrontare molteplici problemi. Ha dovuto lasciare la scuola elementare perché non entrava più nello scuolabus, in casa deve fare attenzione per non sbattere ovunque, non entra bene nel suo letto e fa, quindi, fatica a dormire. Non solo. Elisany ha avuto alcuni problemi fisici, con frequenti emicranie.

La giovane ha spiegato che i suoi genitori non hanno denaro a sufficienza per consultare specialisti in grado di capire cosa determini la smisurata altezza di Elisany e che il suo sogno è riuscire a diventare una modella. I media brasiliani, nel frattempo, hanno contattato alcuni esperti secondo cui la ragazza soffrirebbe di gigantismo, ossia di una eccessiva secrezione dell'ormone della crescita, la somatotropina.

PENSIERIMADYUR CLASSIC : 27-12-2007 LE CAVIE NIGERIANE

I BAMBINI USATI COME CAVIE IN NIGERIA


Ci sono giorni in cui Irukera pensa che niente può andare storto con tutte le prove raccolte, i testimoni trovati, le lettere e i verbali messi insieme . In questi giorni riesce a pensare che finalmente i bambini di Kano riusciranno ad avere giustizia.
Sono passati 11 anni, Irukera è l'avvocato che rappresenta Kano e La Nigeria nel processo intentato contro la ditta farmaceutica Pfizer, quella del Viagra per capirsi. Il caso risale al 1996 , quando il paese fu colpito da un epidemia di meningite.
Secondo le accuse la Pfizer ne avrebbe approfittato per testare un farmaco senza nessuna autorizzazione . Undici bambini usati nel test sono morti . Alcuni diventati sordi e ciechi . Alcuni altri hanno subito lesioni permanenti al cervello.
Ad ottobre un ex giornalista è entrato a casa di Irukera con una metà della copertina di un dossier . Sopra , in alto a sinistra, c'era scritto "Pfizer meningitis study" . La persona aveva passato due anni a rintracciare i bambini coinvolti nel test.
Ne ha ritrovate alcune nella bidonville di Kano , nel nord della Nigeria, colpito 11 anni fa da un'epidemia di meningite. Il processo potrebbe costare alla Pfizer più di 9 miliardi di dollari.
Irukera spesso si è battuto contro le discriminazioni sul posto di lavoro e sui diritti degli emigranti , ma ora si stava battendo contro una delle più potenti ditta farmaceutiche del mondo. La Pfizer deve affrontare 4 azioni legali : 2 a Kano e 2 ad Abuja. In tutti e 4 i casi deve affrontare un processo penale e uno civile.
Secondo l'accusa , la ditta farmaceutica ha trattato i pazienti come cavie, mentre la difesa sostiene che che il suo intervento in Nigeria era stato solo un gesto umanitario . Cioè un atto d'amore verso il prossimo.
Nel 1996 la Nigeria ha affrontato la peggiore epidemia di meningite della storia : morirono 11mila persone. All'epoca la Pfizer stava sviluppando un antibiotico , il Trovan, che serviva ad impedire la moltiplicazione dei batteri.
Farmaci di questo tipo serve per curare la setticemia, ma a causa degli effetti collaterali è sconsigliata somministrarla ai bambini. Possono provocare intossicazioni al fegato e deformazioni a cartilagini ed articolazioni . Il Trovan fu somministrato per via orale, come compressa.
L'obiettivo vero della Pfizer era battere la Bayer con questa novità, e generare enormi entrate.
L'ente statunitense della Food and drug administration non aveva ancora autorizzato per fare il test , quindi l'epidemia nigeriana arrivava proprio al momento giusto.
Nel mondo occidentale è molto difficile trovare genitori in cui far accettare che i propri figli partecipino ad uno studio clinico. Per questo le ditte farmaceutiche vanno in India, in America Latina, in Bangladesh, in Thailandia o in Africa. Questi paesi non chiedono se un farmaco è stato autorizzato , così in pochi anni sono diventati un immenso laboratorio di ricerca.
Nel 1996 la Pfizer offrì il suo aiuto al governo nigeriano e inviò al paese una sua equipe. All'inizio i medici fecero sapere che il loro aiuto consisteva nel testare un farmaco. Quindi selezionarono duecento bambini malati. Non dovevano nè essere malnutriti nè avere l'Aids.
I test comincirono subito ad alcuni fu somministrato il Trovan, ad altri il Rochepin , di una ditta concorrente.
Il punto è si prima di arrivare sul mercato deve essere testato anche sugli esseri umani : ma capire chi deve rischiare.
Irukera ha testimonianze che il farmaco doveva essere iniettato , e non capisce perchè somministrato per via orale. Una bambina ha ingerito il Trovan , e il secondo giorno era peggiorata , ma il dosaggio fu uguale. Il terzo morì.
Secondo linee guida internazionali sugli studi clinici, i pazienti che non reagiscono al farmaco devono essere immediatamente esclusi dal test. Irukera disse che ha cercato spiegazione nel comportamento della Pfizer , anche perchè poteva essere somministrato un farmaco già testato come il Rocephin , ma non l'ha trovata.
I capi d'accusa contro la Pfizer sono 85 , compresi truffa e abuso di potere. Il pubblico ministero ha deciso d'includere anche l'accusa di omicidio. Per ora sembra che la Pfizer sta cercando di prendere tempo.
La ditta farmaceutica ha proposto un accordo : se ritira la denuncia , la casa rinuncerà ad una propria azione legale. Gli statunitensi hanno un sacco di avvocati , conoscono tanti trucchi . Le aziende americane sono spietate : Non gli importa che muoiono 20mila persone se possono farci dei soldi.
Nel 1996 l'equipe della Pfizer si erano sistemati nell'ospedale di Kano, vicino a Medici senza frontiere (Msf) , i genitori dei bambini credevano che erano collaboratori dell'organizzazione umanitaria. Solo quando la Msf minacciò di ritirarsi , si spostarono in un'ala dell'ospedale più lontana.
La Pfizer continuava a fare test anche con il divieto del medico competente , e facevano prelievi o test fuori dalla normalità . Dopo aver trattato il ducentesimo bambino, se ne andarono . Il gesto umanitario della Pfizer finì mentre l'epidemia era all'apice.
Nel 2001 i collaboratori della ditta hanno assicurato ad una commissione d'inchiesta nigeriana che lo studio clinico non aveva intenti commerciali . Ma ora che il processo sta per entrare nel vivo , il gruppo ha cambiato strategia.
La Pfizer avverte , mediante il dottor Jack Watters vicepresidente degli affari medici all'estero, che gli effetti collaterali del Trovan si sono conosciuti solo dopo due anni dopo , che è arrivato sul mercato. Si deve dire a Watters che gli effetti del farmaco si conoscevano già nel 1992.
Nel 1996 inoltre la Pfizer rilevò una percentuale molto più elevata di problemi articolari nei bambini a cui era somministrato il Trovan . Il 15% dei pazienti lamentava dolori , il triplo rispetto a quelli curati con l'altro medicinale.
L'azienda naturalmente punta ad un compromesso. Farebbe grande scalpore se una ditta statunitense fosse condannata da un tribunale nigeriano a pagare miliardi di dollari e interessi.
Uno dei bambini , che ha problemi articolari dopo i test, conserva una siringa a stantuffo rotta , un giocattolo che gli hanno regalato i medici della Pfizer come premio dopo l'ultima visita medica.

CONTESTAZIONE ALL'AQUILA A LETTA - RAPPRESENTANTE DEL GOVERNO - DURANTE LA PERDONANZA

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IL MIRACOLO DI NEW ORLEANS: A 5 ANNI DA KATRINA CHE DISTRUSSE TUTTO

Il giorno i cui l’acqua inghiottì tutto – 29 agosto 2005 – il Lower Ninth Ward fu il primo quartiere ad andare a fondo. Dove oggi c’è la scuola per bambini c’era la fabbrica di medicinali di Saint Claude Avenue , il lungo stradone che dal French Quarter porta nel cuore della città più vera : quella dei neri , che gli spagnoli e i francesi e gli inglesi non riuscirono a conquistare mai . Anche la fabbrica fu naturalmente inghiottita. Come l’80% della città e per questo occupati dai marines mandati da George W.Bush.

Cinque anni dopo , i professori della Columbia University giurano che i bambini di New Orleans sono 5 volte più disturbati degli altri. Uno su tre ha almeno un anno di ritardo a scuola. Immaginate più di 160 mila bambini senza casa. Immaginate sopravvivere a una tragedia da 1600 morti e un milione e mezzo di sfollati.

Cinque anni dopo il popolo di New Orleans è stanco di piangersi addosso. Questa è la terra del jazz. Questa è la terra dei funerali che finiscono in festa.

A New Orleans non bastò l’esperienza di Betsy , nel 1965, cento morti e un miliardo di danni. E la solita inchiesta parlamentare. Onorevole F.Edwards Hébert “Mettiamo il caso ci fosse un altro uragano domani o la prossima settimana o l’anno prossimo : gli argini di 16 piedi reggeranno?”. Colonnello Thomas J.Bowen “Assolutamente sì”. Sedici piedi sono meno di 5 metri. Un colonnello pochi giorni fa ha annunciato il nuovo sistema a prova di disastro. Il muro sul Lago Borgne è alto 26 piedi : otto metri.

Argini e dighe sono costati 15 miliardi. Sorgerà , inoltre, il Louisania Hospital da 800 milioni di dollari, che porterà 6000 posti di lavoro . Il Cancer Reasearch Center da 10 piani e 94 milioni.

Il diluvio ha annacquato anche il sangue. New Orleans ha perso il 7,9% dei suoi 300 mila abitanti . I neri erano il 66,7% e oggi sono il 61,3% . I bianchi erano il 26,6% e oggi sono il 29,9%. E altri, cioè soprattutto gli ispanici sono saliti dal 6,7% all’8,9%. Nella solita bguerra tra poveri i neri li accusano di rubare il lavoro : perfino l’ex sindaco nero Ray Nagin reclama la città nera di un tempo.

Il nuovo sindaco Mitch Landrieu – figlio dello storico bianco Moon , fratello della potente senatrice Mary Landrieu –lancia i suoi 100 progetti sprizzando ottimismo , sbandierando le magnifiche sorti e progressive di questa città che è riuscita a rafforzarsi malgrado tre crisi in 5 anni : Katrina, la recessione, la macchia nera del Golfo.

Nel Lower Ninth Award riemerso dalle acque sono rientrate solo 3 famiglia su 10. E senza la carità di Brad Pitt, con la sua ong Make it Right, poco avrebbero costruito in questa città. L’ente comunale ha già acquistato mille proprietà che lentamente sta riconvertendo con l’aiuto di charity e no profit.

Katrina ha scoperchiato anche la solidarietà. Women of Storm o Greater New Orleans si oppongono ai piani di ristrutturazione selvaggia. La Broadmoor di Latoya Cantrell è l’associazione più studiata d’America. Ma anche la testardaggine di povera gente come Wilma Collins : un’anziana nera che ha detto no anche a Brad Pitt. Le case del divo sono griffate da architetti famosi che hanno realizzato gioielli di ecosostenibilità dando libero sfogo all’estro architettonico. Wilma s’è invece indebitata per ricostruire la sua casa così com’era e adesso mostra con orgoglio la sua foto finita su People accanto a quella di Sandra Bullock.

La gente ce l’ha con i professionisti del pessimismo. Ma anche Spike Lee parla della vergogna New Orleans. James Carville ,ex stratega di Clinton, ora volto Cnn, afferma che ora New Orleans è migliore di quella subito dopo Katrina. C’è ancora molto da fare.

Tutto quello che c’è è Il miracolo New Orleans. Il miracolo è solo grazie a New Orleans stessa. Solo qui poteva funzionare la equity sweat , giocando con i prodotti di borsa (equity swap) e sweat ( sudore). Si costruiscono le case e le regalano. In cambio di 150 ore di sudore. 150 ore di lavoro comunitario. Con gli equity6 sweat sono risorte oltre 50 case : come quelle di Annie e Arnold Montana, che per 5 anni avevano vissuto in un tugurio senza il tetto e oggi hanno una villettina.

La scuola che sorge al posto della fabbrica di medicinali è nata dal cuore infinito di una donna qualunque. Sheryl Maggie Johnson per anni aveva ospitato a casa i suoi bambini di quel quartiere disgraziato. E quando la fabbrica , dopo il diluvio, fu abbandonata, Sheyl sognò di ricostruire lì la scuola del quartiere. Oggi questa maestra non c’è più , ma sua figlia Keashen ha raccolto l’eredità : quell’arca bunker nel quartiere che resta tra i più malfamati di New Orleans. Con la ricostruzione è tornato il crimine. ma questi bambini ora hanno qualcosa in cui sognar5e. Il sogno dopo il diluvio.

A FALLUJA , IN IRAQ, SI CHIEDE AIUTO ANCORA AGLI AMERICANI. LA PAURA è IL NUOVO GOVERNO E L'IRAN


“Sono stati gli americani a distruggere il regime di Saddam Hussein , annientare il vecchio esercito baathista e la capacità di difesa del nostro paese. Per forza di cose devono essere loro adesso a garantire i nostri confini contro le mira iraniane e il terrorismo di Al Qaeda” dicono gli abitanti.
Loro che sono vittime chiedono aiuto ai loro “aguzzini”. E’ un segnale strano quello che viene dall’Iraq diviso , contraddittorio, sospeso a metà strada tra il vecchio e il nuovo. Da poco uscito dallo spettro della guerra civile , ma ancora spaventato , per nulla sicuro di farcela da solo.
Il viaggio a Falluja , il cuore sannita, è un tuffo nella storia recente del Paese. L’autostrada che collega alla Giordania era un tempo la principale via di collegamento con il mondo esterno. All’inizio del 2003 divenne terra di caccia per le bande criminali che depredavano le auto dirette al confine.
Ad autunno si poteva percorrere sono con scorta armata. Poi arrivarono clan legati ai vecchi baathisti e Al Qaeda ed era tabù per qualsiasi straniero. Ora la situazione è molto migliorata. Ogni 4 o 5 Km s’incontrano posti di blocco delle nuove forze di sicurezza irachene. A una ventina di Km da Baghdad il perimetro del carcere Abu Ghraib è pattugliato da autoblindo bianche e blu della polizia nazionale. Di americani nemmeno l’ombra.
Falluja è cintata da una rete di controlli che lasciano passare solo chi ha la carta d’identità locale o viaggia su auto con targa di Al Anbar. Il ponte dove furono appesi carbonizzati 4 contractors è stato interamente ripristinato ( era un ponte costruito dalle forze coloniali inglesi negli Anni Trenta).
La sicurezza sembra garantita. Molte abitazioni andate distrutte nel tempo sono state ricostruite e così anche le moschee dove si annidavano i cecchini di Al Qaeda. Negli ospedali affermano che l’uso da parte degli americani di proiettili ad uranio impoverito e bombe al fosforo causano il propagarsi di malformazioni nei feti e tumori a catena.
Il ritiro Usa occupa gli incubi di molti.
Nel 2006 al 2008 nacquero ,in questa città, i Sahwa ( I consigli del Risveglio o i Figli dell’Iraq) . Erano 100 mila militari sanniti , armati e pagati dagli americani. Questi uomini catturano qaedisti , soprattutto stranieri. Ma nel 2008 inizia il disimpegno degli americani. Da allora il governo di Maliki assume il controllo dei Consigli. Gli uomini vengono reclutati dalla polizia , con stipendi vicini ai 600 dollari mensili. Molti però non vengono rispettati dal governo di Maliki. Il governo sciita si sta sbarazzando dei sunniti. Senza capire che li consegna imbelli nelle braccia dell’Iran.
A Falluja lo scisma islamico si sente dal vivo. Due concezioni antietiche dei successori del Profeta , di professare la Fede , uno scontro insanabile sull’idea di umma ( la comunità dei fedeli) e di autorità.
Se a Najaf e Karbala , le città sante dell’Università sciita poco più di 100 Km a sud di Baghdad, i pellegrini iraniani sono visti come fratelli di fede. La paura più grande è che l’Iran voglia ricostruire l’antico impero persiano.
I comitati del risveglio facevano a pura a Maliki . Gli andava bene che combattessero Al Qaeda . MA non che diventassero forti . Temeva una milizia sannita alle porte della capitale. Così li ha decapitati. Ora l’esercito nazionale e la polizia tendono ad escludere i sunniti.
Conseguenza diretta dell’indebolimento dei Comitati è stato il ritorno alla minaccia di Al Qaeda. A luglio i morti per attentati a Falluja sono aumentati. Sono state trovate mine di fabbricazione iraniana. Si presume che 700 militanti di Al Qaeda dormiente possa intervenire ad un piccolo schiocco delle dita. Nelle ultime settimane hanno cominciato a sparare ai posti di blocco e a compiere assassini mirati con il silenziatore.
Di ritorno a Baghdad si vedono i postumi della guerra. Alcune cariche esplosive poste nei canali di scolo hanno causato gravi danni all’asfalto.

I SCARTI PLAYBOY DI "KELLY BROOK"




Riserva ancora qualche sorpresa il servizio realizzato da Kelly Brook per il numero di settembre di "Playboy". Sono stati diffusi infatti alcuni scatti "alternativi" non finiti sulle pagine patinate della rivista per soli uomini ma che non si può certo dire non siano apprezzabili.

Così ha definito questo agosto l'attrice, visto che ha deciso di promuovere in maniera particolare il suo ultimo film, "Piranha 3D", ovvero apparendo nuda ovunque le fosse possibile.

Ed ecco quindi in chiusura di mese ecco nuove foto del servizio fatto per la rivista di Hugh Hefner. Scatti che non si possono certo definire scarti, ma semplicemente altre versioni di quelle immagini che sono andate a comporre il servizio sul magazine. Tanto che "Playboy" li ha pubblicati sul suo sito.

domenica 29 agosto 2010

FOTO DEL GIORNO 29 AGOSTO 2010 : UNA FOTOGRAFA SI SPOGLIA PERCHè IN AUSTRALIA SI DEVE PAGARE PER FARE FOTO A PALAZZI STORICI

Niente foto? Emma si spoglia e protesta
La scritta è eloquente: gli artisti hanno il diritto di vendere le opere. Accade in Australia a Sydney dove la fotografa Emma Sputnik si è presentata così davanti alla Sydney Opera House. All'artista era stato negato il permesso di riprendere l'edificio. In Australia infatti vige la regola per cui se si vogliono fotografare alcuni palazzi "storici" bisogna pagare. Da qui la protesta

ARRESTATA PARIS HILTON PER POSSESSO DI COCAINA


La polizia ha annunciato di aver fermato nella notte a Las Vegas l'auto di Paris Hilton , che è stata successivamente arrestata per possesso di cocaina. Un responsabile di pubblica informazione ha confermato che Paris Hilton è stata arrestata all'alba con l'accusa di possesso di cocaina al Centro di detenzione della contea di Clark. Nel corso della perquisizione, addosso all'ereditiera è stata trovata una sostanza che i test hanno confermato essere cocaina. Non è stata precisata la quantità di stupefacenti di cui era in possesso.

Il tenente della polizia di Las Vegas, Wayne Holman, ha dichiarato che Paris Hilton alle 2 di questa notte - ora di Las Vegas - era ancora in stato di fermo. Dovrebbe essere rilasciata su cauzione nelle prossime ore. Paris ha passato la notte in cella. Secondo il sito Tmz, Paris era appena arrivata a Las Vegas con il fidanzato Cy Waits , che possiede alcuni locali nella città del Nevada. A luglio Paris Hilton era stata fermata dalla polizia sudafricana perché sospettata di aver fumato marijuana , ma era stata rimessa in libertà il giorno stesso senza essere incriminata.

sabato 28 agosto 2010

FOTO DEL GIORNO 28 AGOSTO 2010 : LA PRIMA FOTO DELLA BAMBINA DEL PREMIER INGLESE CAMERON

LA SVIZZERA VUOLE DARE IL TESORO DEL DITTATORE DUVALIER AI LORO LEGITTIMI PROPRIETARI : IL POPOLO DI HAITI


L’hanno chiamata legge “Lex Duvalier” e dovrebbe scongelare 5 milioni di euro da 25 anni bloccati sui conti correnti dell’ex dittatore di Haiti Duvalier , 59 anni “Non li vogliamo – dice la ministra degli Esteri elvetica Calmy Rey – Quei soldi appartengono ad Haiti”.
Si aspetta il voto decisivo a settembre del Parlamento di Berna. Dal suo rifugio nel su della Francia, l’ex dittatore che nell’’86 andò in esilio su una montagna di soldi, ha fatto sapere che si appellerà alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. “Neppure in una repubblica delle banane oserebbero fare una cosa simile”.
Il 12 gennaio 2010 era stato fatto di peggio , prima del terremoto che ha sconvolto l’isola, una corte elvetica stabilì che quei 5 milioni dovevano tornare all’illegittimo proprietario per scadenza crimini.
Era già successo con i 4 milioni dell’ex padrone dello Zaire , Seseko : l’estate scorsa il patrimonio era stato riconsegnato agli eredi.
Questa è la legge : se i paesi saccheggiati non aprono un procedimento giudiziario contro i saccheggiatori in fuga, la Svizzera non blocca i soldi.
Haiti non ha mai processato in contumacia Duvalier , non si sa perché l’ex dittatore ha ancora un seguito nel suo paese o perché lo Stato è a pezzi. Per ridare i soldi agli haitiani basta che la cifra contestata sia chiaramente superiore allo stipendio del dittatore. Ma c’è chi ritiene che la Lex Duvalier sia insufficiente.
Mark Pieth, professore di diritto penale, direttore del reparto corruzione dell’Oecd e consulente del governo svizzero, è scettico sulla legge che lui stesso ha contribuito a scrivere “Forse sarà utile ad uno Stato in rovina – ha detto al Wall Street Journal – Ma Thailandia , Indonesia ; Filippine sono falliti? No. Questa legge si rivelerà presto inefficace”
Secondo le cifre dal Wall Street Journal , la Svizzera è il forziere preferito dai ladroni del mondo ( 150 miliardi di dollari rubati nascosti nelle sue banche). Le autorità sostengono di aver riconsegnato 1,6 miliardi . Briciole. Pensate che il tesoro di Haiti è di 5 milioni di euro. Se non ci fosse stato il terremoto quei soldi sarebbero finiti nei forzieri di Duvalier senza problemi.
Quando lui e sua moglie lasciarono Haiti , avevano già ammassato all’estero 300-900 milioni di dollari. Le nozze erano costate 3 milioni. In Francia affittò un castello. Il divorzio nel ’90 gli ha ridotto il tenore di vita. Nel ’94 gli tagliarono il telefono per 10 mila euro non pagati.
Ma si sa tutti i dittatori per gli occhi nostri sono indigenti.

STRIP INVOLONTARIO DI VALERIA GOLINO


venerdì 27 agosto 2010

MARIASTELLA GELMINI "Le sentenze vanno sempre rispettate ma vanno rispettate anche le aziende. Sono un luogo di creazione e distribuzione di ricchezza


Mariastella Gelmini ha deciso di andare controcorrente. In una sua intervista al Corriere spara molte amenità.

Un ministro dice che è giusto non rispettare una sentenza. Non le sembra grave?

“Le sentenze vanno sempre rispettate ma vanno rispettate anche le aziende. Sono un luogo di creazione e distribuzione di ricchezza, e anche di crescita sociale”

E vanno rispettate più le aziende o le sentenze?

“Le sentenze vanno rispettate sempre e guardi che Fiat l’ha fatto. Paga lo stipendio ai 3 operai , li fa entrare nello stabilimento , consente loro attività sindacale..”

Sì, ma non li fa lavorare e invece il giudice ha detto che devono tornare alle linee produttive

“Non vanno tutelati solo quei 3 operai ma tutti i lavoratori. Soprattutto quelli che sono stati costretti a fermarsi quando i tre hanno bloccato quel macchinario paralizzando l’intera linea”

Per la Fiat è stato sabotaggio e per questo li aveva licenziati . Ma per il giudice l’ipotesi non regge

“Marchionne è una persona prudente ed accorta , se ha deciso di procedere così avrà le sue ragioni”

Il presidente Napolitano parla di episodio grave che va superato

“Le parole del presidente sono di grande saggezza. I diritti dei lavoratori sono essenza della democrazia. Ma quando il capo dello Stato parla della feroce competizione globale suona un potente campanello d’allarme che i sindacati non possono ignorare. E poi troppo spesso i magistrati decidono per il reintegro automatico”

Automatico? Cosa intende?

“Capita spesso nella pubblica amministrazione e purtroppo anche nella scuola. Ci sono persone che si macchiano di responsabilità gravi che però vengono rimesse al loro posto senza un vero esame dei fatti. Così si uccide la meritocrazia , che è una battaglia che noi stiamo facendo con i sindacati moderati per premiare l’impegno invece degli scatti d’anzianità. E creano condizioni sfavorevoli per le imprese, marginalizzando la nostra economia”

C’è chi pensa che la Fiat stia cercando lo scontro frontale con il sindacato per rivedere gli accordi con i lavoratori

Sono convinta del contrario. E’ la Fiom cerca sistematicamente lo scontro e questo perché secondo loro l’azienda è sempre un avversario, l’imprenditore un sanguisuga che si arricchisce sulle spalle dei lavoratori. Per la Fiom e la Cgil gli imprenditori andrebbero messi tutti al rogo”

Protestano per il mancato rispetto di una sentenza

“No, così non fanno gli interessi dei lavoratori ma solo i loro. Non siamo più negli anni Sessanta , è finita l’epoca del mercato interno protetto. Chi l’avrebbe detto che la Volvo sarebbe finita nelle mani degli indiani e che il distretto di Detroit sarebbe andato in crisi? Eppure è così che è andata”

E cosa c’entrano i tre operai di Melfi?

La Fiom sta strumentalizzando mediaticamente la vicenda perché , per mantenere il suo potere , insegue la vecchia logica dello scontro l’azienda. Ma se nel paese il clima è questo poi non c i possiamo lamentare delle aziende che delocalizzano e dei posti di lavoro che calano”

Anche gli altri sindacati hanno criticato la Fiat

“Sì, ho visto , ma in generale il loro atteggiamento è ben diverso. Va dato atto alla Cisl di Bonanni ed alla Uil di Angeletti di lavorare con serietà ed impegno all’unica politica industriale possibile. E cioè quella del lavoro vero contro quello assistito , dell’impresa forte ed equa nel pagare le tasse e nel fare utili , del sindacato autorevole ma responsabile”

Anche alcuni suoi colleghi di governo , come Matteoli e Sacconi , hanno detto che la Fiat ha torto. Davvero non ha dubbi?

“In un momento come questo il politicamente corretto non paga. Servono scelte coraggiose , come quelle che sta facendo Berlusconi”

Ministro , non è che lei vuole solo smarcarsi dalle posizioni di altri ministri del Pdl?

“Non c’entra nulla , difendo un principio. E apprezzo molto il lavoro di lavoro di Sacconi che spinge per un welfare dei meritevoli e per legare i salari alla produttività”

CAMILA RAZNOVICH , UN TOPLESS "CRIMINALE"



Topless... in famiglia per la bella Camila Raznovich, 35 anni, in vacanza alle Baleari con il compagno Eugenio Campari, 38 anni e la figlia, Viola di 13 mesi. Bimba abbarbicata su un lato, e piglio deciso per la splendida conduttrice e giornalista, che, a seno scoperto, cammina tra le onde.

La conduttrice di Raitre sfoggia davvero una splendida forma e un décolleté di tutto rispetto, sicuramente nella top ten dei più bei topless di quest'estate 2010.

giovedì 26 agosto 2010

LA UE CONTESTA LA CONDANNA AD UN PALESTINESE CHE AVEVA PROTESTATO CONTRO IL MURO CHE DIVIDE PALESTINA E ISRAELE


Lady Ashton, capo Affari esteri UE , ha preso l'insolita iniziativa di criticare pubblicamente la condanna in un tribunale militare israeliano di un uomo palestinese in connessione con le proteste contro la barriera di separazione West Bank.

Ashton si è detta "profondamente preoccupata" per l'uomo imprigionato come deterrente per gli altri. L'intervento, una settimana prima dell'inizio del primi colloqui diretti tra Israele e i palestinesi dopo 18 mesi, rischia di irritare politici israeliani. Un portavoce del governo l'ha descritto come "molto sconveniente".

Secondo una fonte europea, la dichiarazione di Ashton aveva lo scopo di mostrare il sostegno dell'UE per l'opposizione pacifica contro la barriera e di dimostrare agli israeliani che l'UE controlla la situazione .

Dopo una sperimentazione di otto mesi , Abdullah Abu Rahman, 39 anni, leader della protesta nel villaggio di Bil'in in Cisgiordania, è stato condannato per incitamento e l'organizzazione di manifestazioni illegali. Sono state eliminate le accuse di lancio di pietre e detenzione di armi. Abu Rahman, che è in carcere da dicembre scorso, dovrà affrontare un periodo di 10 anni, se verrà condannato il mese prossimo.

Bil'in è stata in prima linea nella protesta pacifica da parte degli abitanti dei villaggi palestinesi e israeliani e attivisti internazionali contro il tracciato della barriera di separazione in Cisgiordania.

Tuttavia, le proteste sono spesso inclusi lanci di pietre da parte dei giovani. Nell'aprile del 2009 un manifestante è stato ucciso quando è stato colpito da una bomboletta di gas lacrimogeni.

Ashton, l'alto rappresentante dell'UE, ha dichiarato: "L'Unione europea ritiene Abdallah Abu Rahman è un difensore dei diritti umani con proteste non violente contro la barriera di separazione israeliana ... L'UE ritiene che il muro costruito su terra palestinese sia illegale.

"L'alto rappresentante è profondamente preoccupato che la eventuale detenzione del signor Abu Rahman ha lo scopo di impedire a lui e altri palestinesi di esercitare il loro legittimo diritto di protestare contro l'esistenza delle barriere di separazione in modo non-violento".

L'UE ha partecipato a tutte le udienze sul caso nel corso degli ultimi otto mesi.

Yigal Palmor, portavoce del ministero degli Esteri israeliano, ha dichiarato: "E 'molto insolito per un dignitario straniero di esprimere opinioni sul sistema giudiziario di un altro paese. Se [Ashton] ha trovato una falla nel sistema, avrebbe dovuto dire così. Altrimenti è chiaro perché lei dovrebbe interferire nel procedimento. Il fatto che lei ha espresso una visione e ha ignorato le prove è molto sconveniente ".

L'avvocato di Abu Rahmah era la persona giusta per promuovere al meglio gli interessi dell'imputato, Palmor ha aggiunto.

Gaby Lasky, l'avvocato di Abu Rahmah, ha accolto con favore la dichiarazione di Ashton. "I soldati hanno ucciso e ferito decine e centinaia di manifestanti nel tentativo di fermare la lotta palestinese popolare, ma hanno fallito", ha detto. "Ora stanno tentando di utilizzare illegittimamente i tribunali e il sistema giuridico allo stesso modo. La comunità internazionale deve prendere una posizione ferma su questo tema, e sono contento che la motivazione politica del rinvio a giudizio nei confronti di un difensore dei diritti umani era chiaro ".

IN CINA INGORGO DA 100 KM

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RAGAZZI IN PAKISTAN COLPITI A MORTE

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IN FRANCIA IL COMICO GUILLON è STATO LICENZIATO PERCHé CRITICO NEI CONFRONTI DI SARKOZY. "nON C'è DIFFERENZA TRA SARKOZY E BERLUSCONI"


A Parigi , come in Italia, la satira vive tempi duri. Certo non siamo agli editti bulgari di Berlusconi, ma anche in patria di Voltaire il comico troppo critico del potere può ritrovarsi disoccupato.
Come è avvenuto a Stephane Guillon , il più corrosivo dei comici francesi, allontanato all’improvviso da France Inter , nonostante ascolti eccezionali.
La sua colpa è stata quella di aver irriso vizi e contraddizioni dei più importanti uomini politici francesi a cominciare da Sarkozy. “La prima qualità della satira politica è di far indispettire il potere. Se mi hanno messo alla porta , significa che facevo bene il mio lavoro e colpivo nel segno” commenta il comico francese , le cui battute hanno suscitato polemiche feroci.
Quando a fine giugno , Philippe Val – il direttore di France Inter , sponsorizzato da Sarkozy- gli ha fatto sapere che il suo contratto non sarebbe rinnovato ( come quello di Didier Porte, un altro comico inviso dal potere) , molti due milioni di ascoltatori che lo avevano ascoltato hanno protestato inviando migliaia di mail e organizzando una manifestazione alla sede di Radio France. Per loro il licenziamento del loro beniamino è un atto di censura compiuto apertamente da una radio di Stato.
“In realtà sono meno impegnato politicamente di quanto possa sembrare” dice l’interessato “Mi piace essere graffiante , ma non necessariamente nei confronti degli uomini politici. IN realtà, ho accentuato la dimensione impegnata dei miei testi solo da quando, nel gennaio 2008 , ho iniziato a lavorare per France Inter. Dato che intervenivo in una trasmissione d’informazione , inevitabilmente mi sono occupato di argomenti politici e sociali , spesso a partire dell’invitato del giorno”.
Nel suo umorismo dissacrante ne hanno fatto le spese tra i tanti : Sarkozy ad Aubry , da Dominique Strauss-Kahn fino all’ex ministro dell’immigrazione Besson.”La personalità di Sarkozy e le ultime scandalose derive del potere mi hanno evidentemente incoraggiato in questa direzione” aggiunge Guillon.
Al direttore di France Inter che gli rimprovera di avere avuto comportamenti indegni e diffamanti , gli ricorda di avere sempre evitato l’insulto gratuito e gli attacchi alla privacy , utilizzando nei suoi testi solo fatti di dominio pubblico.
“Non credo di essermi spinto troppo in là nella provocazione , in fondo ho solo ingigantito certi comportamenti e certe dichiarazioni dei nostri politici attraverso la lente dell’ironia. In realtà , sono stato licenziato solo perché Sarkozy non sopportava più la mia satira. E’ la prima volta che la censura si manifesta così apertamente in una radio pubblica”.
Il licenziamento gli è stato consegnato da Philippe Val , che un tempo era un artista irriverente , sempre schierato della libertà d’espressione , specie negli anni in cui ha diretto il giornale satirico Charlie Hebdo.
Guillon pensa che tra Berlusconi e Sarkozy le somiglianze non mancano “Condividono il complesso della statura , il gusto dell’esibizione vistosa della ricchezza , il disprezzo della cultura , l’ossessione del controllo dei media , per non parlare dell’arte della gaffe più o meno involontaria e della frase ad effetto che sfrutta la volgarità . Non è un caso che i due – mi dicono s’intedono bene”.
Ultimamente più l’impertinenza dell’umorista è stata osteggiata più la sua notorietà è cresciuta. Le minacce lo hanno trasformato in un paladino della libertà d’espressione. E’ così che il suo ultimo libro ha venduto oltre 100.000 copie , mentre il divertente monologo teatrale (Libertà vigilata) è stato visto da 45000 persone.
Per oltre quattro mesi , i seicento posti del Theatre Dejazet sono andati esauriti , lasciando ogni sera fuori alcune persone. “Sapevo che Sarkozy non mi sopportava più . Lo aveva detto apertamente ritornando da un viaggio a Roma , dove non a caso aveva incontrato Berlusconi . Si diceva che avesse chiesto la mia testa , di conseguenza mi sentivo in libertà vigilata”.
Lo spettacolo da settembre continuerà a girare la Francia. “Proprio perché hanno cercato di condannarmi al silenzio, porterò la mia satira dappertutto. C’è una battaglia da combattere e cercherò di farlo il meglio possibile, stando in prima linea almeno fino alle prossime elezioni presidenziali , nel maggio del 2012. Una data per cui ho già prenotato il teatro dell’Olympia” dice.
L’umorista dice però che cercherà di non restare prigioniero del proprio ruolo, dato che un comico non deve mai sentirsi investito d’una missione troppo importante. Finisce il suo discorso con la convinzione di non farsi mai lasciar intimidire “Più aumentano i divieti , più diventa importante trasgredire. In questa fase non penso assolutamente di tirarmi indietro. Voglio sparare tutte le mie cartucce”.

CATERINA BALIVO IN GONNELLINA SUL BALCONE E FOTO DAL BASSO CREANO FANTASIE...



Gonnellina, molto mini e riprese galeotte per Caterina Balivo durante la parata del Palio di Mezzo Agosto a Porto Santo Stefano nel grossetano. La soubrette su un balcone in compagnia del suo fidanzato Guido Maria Brera, è stata "fotografata" dal basso. Gli scatti non sono precisi ma...sotto la mini Caterina si è forse scordata di indossare le mutande?


La malizia non manca mai e le foto lasciano ampio spazio all'immaginazione di chi guarda. La bella showgirl non se ne preoccupa però, segno che la sua coscienza è a posto.

E comunque accanto a lei c'è Guido Maria e tutto va bene.

mercoledì 25 agosto 2010

VIVERE A GAZA : TRA IL BLOCCO ISRAELIANO E LA POLITICA RIGIDA E NON FUTURISTICA DI HAMAS


Cinque anni fa l’ultimo colono della Striscia lasciava questa terra. Quel ritiro aveva suscitato molte aspettative nella popolazione palestinese ma anche molte inquietudini. Quelle inquietudini sono diventati fatti concreti.
Su Omar Mukhtar Street , la via del commercio di Gaza, c’è un traffico caotico, ma i negozi sono vuoti. Questo perché le persone che hanno shekel da spendere sono pochi.
Le condizioni di vita nella Striscia sono peggiorate. Quel ritiro non ha portato a nessuna prosperità , anzi le condizioni di vita si sono via via degradate in una spirale che ha risucchiato gli abitanti della Striscia.
Il blocco aereo e marittimo di Israele , le distruzioni della Guerra del 2006 , quelle Piombo fuso del 2008 hanno disarticolato un territorio , distrutto un’economia.
L’incapacità di Hamas ad essere un partito di governo poi ha fatto il resto : il tasso di disoccupazione supera il 50% e un milione di persone per sopravvivere deve dipendere dagli aiuti umanitari.
Hanno perso il lavoro anche chi effettuava commercio nei tunnel “egiziani”. Bombardati dagli aerei israeliani e fatti saltare in aria da Mubarak , i tunnel hanno smesso di alimentare e con questo la tangente di Hamas.
A Gaza non arriva neanche la speranza dei nuovi negoziati tra Palestina e Israele , Hamas no vuol sentir parlare di trattativa. “E’ un inganno di Obama” dicono nella base di Hamas. Il non mangiare è una colpa da scaricare ad altri , con l’ostentazione di avere sempre ragione.
La democrazia da queste parti non abita , qui s’impone una veduta del mondo, soffocando ogni opposizione , restringendo ogni libertà di espressione che non sia compiacente con il regime.
La Residenza del presidente Anp è diventata una prigione. I reati non sono rari a Gaza ma rstano sempre quasi impuniti , le celle sono piene di uomini di Fatah , l’altra fazione palestinese. E’ odio quello che passa tra i due partiti principali.
L’islamizzazione della Striscia va avanti a forza di minacce , intimidazioni , piccole e grandi vendette. Come quelle contro i campi estivi dell’Agenzia Onu che assiste i profughi palestinesi. Sono saltati in aria locali che vendevano alcolici, caffè internet e le orchestre al matrimonio sono bandite. L’elettricità funziona 8 ore sì e 8 ore no, ma si pensa che Hamas ha i generatori e quindi piena elettricità. Chi sta con Hamas, inoltre, ha un lavoro sicuro.
Buona parte del lavoro a gaza era nell’edilizia , ma la ricostruzione resta un sogno: il cemento è proibito a Gaza. Una parte della popolazione viveva nella pesca ma il mercato del pesce è un deserto. Il mare di Gaza è avvelenato , dagli scarichi delle acque fognarie , dai liquami che finiscono direttamente in mare dopo la distruzione dei depuratori della città .
Non ci si può allontanare dalla costa : oltre le 6 miglia la marina israeliana spara. Resta l’agricoltura .

AMORE TRA MARCUZZI E FACCHINETTI


Francesco ha sempre avuto un debole per lei. Sul suo Facebook (come riporta TvBlog), a febbraio, lui scriveva: "Sto guardando il Grande Fratello... sto male... son tutti fuori di testa... la Marcuzzi numero 1 ho anche il calendario in camera". E, qualche minuto dopo: "È ufficiale io amo la Marcuzzi... Alessia chiamami e io arrivo in tuo aiuto".

Se Facchinetti non è un mago, poco ci manca. Perché la Marcuzzi, a inizio agosto l'ha chiamato davvero e proprio perché aveva problemi con Facebook e cercava uno smanettone che glieli risolvesse. La solita formula "amici di amici". Facchinetti non poteva lasciarsi scappare un'occasione così succulenta. Infatti non gli è scappata.

SI SCHIANTA UN AEREO IN CINA . 53 LE PERSONE SALVE, 43 I MORTI. SEMBRA A CAUSA NEBBIA

Un jet passeggeri cinese è caduto mentre era presente la nebbia che avvolgeva la pista nord-est e ha preso fuoco quando ha colpito la terra , uccidendo 43 persone e ferendone altre 53 .

L'aereo di Henan Airlines con 91 passeggeri e cinque dell'equipaggio è precipitato in una zona erbosa vicino all'aeroporto Lindu alla periferia di Yichun , nella provincia di Heilongjiang, lo dice l'agenzia stampa ufficiale Xinhua .

Xinhua ha citato Jingwei Hua , un funzionario Yichun , che racconta alcuni passeggeri che si sono lanciati fuori dall'aereo prima che l'aereo spezzato toccasse il suolo.

L'aereo era decollato dalla capitale di Heilongjiang Harbin poco prima della 09:00 ora locale e si è schiantato poco più di un'ora dopo, ha detto Xinhua.
Xinhua ha detto che 43 corpi sono stati recuperati a poche ore dalla catastrofe e 53 persone sono state portate in ospedale , la maggior parte con le ossa rotte . Xuemei Wang , vice- sindaco di Yichun , ha detto a circuito chiuso che tre sopravvissuti sono in condizioni critiche , ma lui non ha fornito ulteriori dettagli.

La compagnia aerea Henan è basato nella provincia centrale omonima cinese e serve con piccoli jet regionali , principalmente su percorsi a nord e nord -est della Cina . Precedentemente conosciuto come Kunpeng Airlines , il vettore è stato rilanciato come Airlines Henan all'inizio di quest'anno.

Henan Airlines e molte altre compagnie aeree regionali cinesi effettuano percorsi brevi lottando lottato in mezzo a una forte concorrenza in questi ultimi anni , perdendo passeggeri a causa di treni ad alta velocità .

Una società americana Mesa Air Group Inc, a base di Phoenix , è stato un investitore originale della Kunpeng , ma ha ceduto la sua quota dello scorso anno. Mesa opera servizi regionali negli Stati Uniti per Delta Air Lines , United Airlines ed altri vettori ed è in corso di una riorganizzazione fallimentare.

L'espansione del traffico aereo nel 1990 ha portato ad una serie di incidenti che hanno portato dubbi sui rischi degli aerei in Cina. Questo ha spinto il governo a migliorare la sicurezza, dalle compagnie aeree ai sistemi di gestione del traffico negli aeroporti.

L' ultimo grande incidente aereo passeggeri in Cina è stato nel novembre 2004 , quando un aereo della Cina orientale si è immerso in un lago nel nord della Cina , uccidendo tutte le 53 a bordo e due a terra.

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A COSENZA UN AUTISTA PICCHIA UN ANZIANO NELLA INDIFFRENZA DEI PASSANTI


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IL PERSONAGGIO OSCURO ARCIBALDO MILLER. DA UOMO AMICO DI ALCUNI ESPONENTI CAMORRISTI, A ISPETTORE CASTIGA TOGHE , A UOMO CHE VA ALLE CENE DELLA P3.



Arcibaldo Miller, era la riscossa della politica sulla magistratura. Gli accusatori diventano accusati. Lui il famoso castiga-toghe è un uomo dall’eleganza un po’ antica e dai modi estremamente cortesi. E’ capo degli ispettori del Ministero della Giustizia.
Miller è il magistrato più odiato dagli altri magistrati , o almeno guardato con più sospetto. E’ l’uomo che arriva quando nelle procure e nei palazzi di giustizia il ministro ritiene che ci sia qualcosa che non va.
Era andato a Trani per fare le pulci ai pm che avevano osato aprire un’inchiesta sulle pressioni di Silvio Berlusconi per far chiudere Annozero.
A Catanzaro dove ha controllato tutto e di tutto a De Magistris. A Milano, dove ha passato al microscopio gli atti di Forleo , ma anche Ilda Boccassini e Gherardo Colombo.
Quando era a Napoli era considerato un investigatore rigoroso e intelligente. Braccio destro di Agostino Cordova , che negli anni Novanta aveva indagato sulla ricostruzione post terremoto , sulle imprese legate ai boss dei partiti , sui padroni della sanità , perfino su certe logge massoniche. Scarsi i risultati processuali.
Miller è ora messo sotto torchio dopo i racconti usciti sui rapporti con gli uomini della P3. Il gruppo del faccendiere Carboni che, secondo i magistrati romani, tentava di condizionare il funzionamento di organi costituzionali e di rilevanza costituzionale , nonché di apparati della pubblica amministrazione.
Miller era presente alla cena del 23 settembre 2009 avvenuta a Casa Verdini , insieme a Carboni , al senatore Dell’Utri e ad altre 4 persone. L’argomento era come cambiare i membri della Corte costituzionale che dovevano pronunciarsi sul Lodo Alfano , per mettere a riparo Berlusconi dai processi in cui era imputato a Milano.
Nel marzo 2010 la Corte d’appello di Milano ha escluso dalle elezioni regionali la lista “Per la Lombardia” e chiesero a lui di intervenire. La P3 fa pressioni per riammettere la lista , poi sul ministero della Giustizia perché li punisca mandando un’ispezione nei loro uffici. Formigoni parla al telefono con Arcangelo Martino l’uomo che presentò Noemi a Berlusconi.
Alfano vorrebbe un ispezione immediata, mentre Miller pensa che sia un boomerang pazzesco. La P3 incontra Miller domenica 28 marzo 2010.
L’ispezione non si farà. Dopo l’arresto di Carboni e Martino, Miller si difende “Non ho mai fatto pressioni alle istituzioni. Io ero presente nella famosa cena perché si parlava di una mia possibile candidatura alla presidenza della Regione Campania”.
Miller ora resta appeso al filo dell’indagine. Niente a confronto delle sue esperienze passate. Dalla Procura di Napoli se ne andò per evitare l’imbarazzo di incompatibilità ambientale. Due boss di prima grandezza , Galasso e Alfieri, una volta arrestati avevano accusato il pm di avere rapporti con la camorra. Da quelle accuse nacquero due indagini che furono archiviate. Davanti al Conisglio superiore della magistratura ammise , però, le sue frequentazioni con i Sorrentino , legati ai boss. “Ne subirò le conseguenze”. Miller lasciò la procura napoletana per l’ufficio degli ispettori del ministero, che guidò sia con il governo di centrosinistra che con il centrodestra.
La storia più imbarazzante è però quella della casa d’appuntamenti di via Polizzi, scoperta negli Anni Novanta a Napoli. Nell’elenco dei frequentatori anche Miller. Nessuna conseguenza penale.

GAFFE DI JENNIFER ANISTON SUI RITARDATI


Jennifer Aniston ha fatto Una gaffe, e come tutte le gaffe delle star di Hollywood non passa assolutamente inosservata, anzi, nel peggiore dei casi si scatena una vera e propria bufera mediatica, proprio come è accaduto pochi giorni fa.

Durante la famosa trasmissione televisiva americana "Regis and Kelly" di cui era ospite Ad un certo si è iniziato a parlare della copertina di Harper's Bazaar in cui l'attrice de "Il Cacciatore di Ex" è vestita come Barbara Streisand. La conduttrice, quindi, le ha chiesto se le piacessero i vestiti e lei ha risposto: "Sì, gioco a vestirmi! Lo faccio da una vita, come una ritardata". Un'affermazione dalle intenzioni scherzose e innocenti di cui però la Aniston si è immediatamente pentita, a dimostrarlo il gelo calato in studio e abilmente sciolto dalla conduttrice che è subito passata ad un altro argomento.

L'affermazione dell'attrice, tuttavia, non è passata inosservata e in poche ore si è trasformata in una vera e propria bufera mediatica. Ad attaccarla sono state la maggior parte delle associazioni che da sempre cercano di tutelare le persone diversamente abili e che hanno definito le parole pronunciate nel corso della trasmissione assolutamente offensive e inappropriate.

Jennifer Aniston ha scelto di non commentare le critiche, almeno per ora, anche se siamo certi che presto arriveranno delle scuse, se non altro per evitare che questa faccenda possa in qualche modo danneggiare la sua carriera e influire negativamente sugli incassi del suo ultimo film "Due cuori e una provetta".