venerdì 31 dicembre 2010
CAMUSSO, LEADER DELLA CGIL “Marchionne è un anti-democratico e illiberale. Comunque la Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato”
La Cgil non firma il nuovo contratto Fiat. Ci sarà una grande campagna sulla libertà sindacale. Camusso , nuovo leader del sindacato Cgil , parla di questa vicenda
Cosa significa l’esclusione della Fiom da Mirafiori , fabbrica simbolo nella storia industriale italiana?
“Significa il ritorno agli anni Cinquanta. Allora c’erano i reparti confino , oggi c’è l’esclusione della rappresentanza sindacale. L’idea, tuttavia, è esattamente la stessa. E cioè quella di costruire un sindacato non aziendale bensì aziendalista il cui unico scopo è quello di propagare le posizioni dell’impresa”
Non le pare un po’ offensivo nei confronti della Cisl e della Uil?
“Guardi nel suo libro “Il tempo della semina”, Bonanni racconta con orgoglio come, proprio negli anni Cinquanta, la Cisl rifiutò la richiesta della Fiat di inserire nelle liste cisline per l’elezione delle Commissioni interne alcuni nomi graditi all’azienda. E’ Bonanni che illustra bene come il sindacato aziendale sia la negazione di quello confederale. Ora dovrebbe spiegarci lui come considera un accordo che contiene al suo interno le regole per escludere un altro sindacato confederale”
Si sta prefigurando un sistema di relazioni industriali senza la Cgil?
“Secondo me la Fiat ha deliberatamente costruito una successione di eventi per negare la libertà sindacale”
Marchionne ha sempre detto che tesi di questo genere non stanno né in cielo né in terra
“E allora , perché non applica l’accordo interconfederale del ‘93 sulla libertà sindacale? Vorrei poi ricordare a Confindustria che non può restare immobile se vuole evitare che salti , come ha riconosciuto, il sistema della rappresentanza sindacale. Se non si vuole rischiare che il conflitto sociale diventi ingovernabile bisogna al più presto trovare un accordo sulla rappresentanza e le democrazia sindacale che completi il protocollo del ‘93”
Spetta alla Confindustria aprire il negoziato?
“E’ irrilevante chi lo fa. Io credo che Cisl e Uil abbiano sottovalutato l’effetto dell’intesa a Mirafiori. Perché quando si permette a una grande impresa di escludere un sindacato , si sa con chi si comincia ma non si sa con chi si finisce”
Considera Marchionne un innovatore , come si diceva un tempo, un reazionario?
“Penso che il tratto distintivo di quell’accordo sia il suo essere anti-democratico. Direi che Marchionne è un anti-democratico e illiberale. Il tema vero è questo. Aggiungo che non può esserci un modello partecipativo che si fondi sull’impedimento della libertà sindacale”
Ma la Fiom non poteva firmare “turandosi il naso”, rimanendo però all’interno della fabbrica?
“E’ difficile applicare il principio del voto con il naso turato nelle trattative sindacali. La Fiom, possibilmente con la Cgil, dovrà aprire una discussione su questa sconfitta. Perché, l’ho già detto, un sindacato non può limitarsi all’opposizione altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori”
Sta criticando la Fiom . Le colpe , allora , sono anche a casa sua?
“Quando c’è una sconfitta non possono non essere stati commessi degli errori. Nessuna grande sconfitta è solo figlia della controparte. Ce l’ha insegnato Di Vittorio : anche se ci fosse una responsabilità in percentuale minima , su quella ci si deve interrogare”
Perché condivide il no all’accordo per Mirafiori?
“Perché quella proposta è poco rispettosa della fatica del lavoro. Non si può applicare ai lavoratori la cosiddetta clausola di responsabilità , secondo la quale non è possibile opporsi all’intesa e scioperare anche se le condizioni di lavoro diventano insopportabili. Una clausola di quel tipo possono sceglierla i sindacati e imprese ma non possono subirla i lavoratori”
Dunque , questo è il motivo del no?
“Questo è il motivo. Comunque la Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato”
Ammetterà almeno che la Cisl e Uil hanno reso possibile l’investimento della Fiat e così il futuro produttivo di Mirafiori
“Capisco questo ragionamento e lo considero un tema importante. Tuttavia mi piacerebbe sapere qual è il progetto “Fabbrica Italia” e come la Fiat pensi di colmare il ritardo che ha accumulato rispetto ai suoi concorrenti dei modelli. Ma anche per questo continuo a non comprendere quale necessità ci fosse di ricorrere a un modello autoritario che ci riporta agli Anni Cinquanta”
LA SOSPENSIONE DELL’EX NAR BIANCO IN FASCISTOPOLI è COME UN’AMMISSIONE DI COLPA DEL SINDACO DI ROMA
Il presidente della comunità ebraica di Roma , Riccardo Pacifici, spera che “Questa è una vicenda inquietante e non ci limiti alla sospensione. Ma spero anche che da Roma possa arrivare un esempio per tutta l’Italia , che si possa trovare un meccanismo che impedisca al figlio di un magistrato ucciso , o di un poliziotto ammazzato di ritrovare vent’anni dopo quello steso killer assunto in qualche azienda pubblica…” così parla a riguarda dl caso scoppiato a Roma su Fascistopoli e di Francesco Bianco , ex Nar assunto all’Atac.
Quella che riguarda Bianco è una pioggia ulteriore dello scandalo di Parentopoli : il sindaco Alemanno prima ha difeso la scelta di dare un’opportunità professionale a chi ha pagato il debito con la giustizia poi però sul profilo di Bianco di Facebook, sono stati postati commenti pesanti sul corteo degli studenti , con riferimenti alla comunità ebraica e al suo presidente Pacifici.
Lunedì Alemanno ha chiamato l’Atac e ha chiesto provvedimenti , è arrivata la sospensione. Ma questo non serve per placare l’indignazione “Sulla sospensione di Bianco è stato fatto davvero il minimo sindacale – il senatore Pd Di Giovan Paolo – è che questo 2010 per Alemanno è fallimentare , e quella di Bianco solo una delle tante vicende negative”.
Alemanno ha già espresso il suo punto sulla vicenda , dicendosi vicino al presidente Pacifici e alla comunità ebraica. Ma Bianco chi l’ha fatto assumere?
BIanco arriva all’Atac dopo una lunga militanza nella destra estrema : insieme con il nucleo storico dei Nar è in uno dei mezzi che porta Valerio Fioravanti ad uccidere Scialabba ( 1978) , pochi giorni dopo guida l’auto servita per la rapina all’Armeria Centofanti nella quale muore Franco Anselmi , nel 1980 è arrestato dopo la strage di Bologna. Adesso lavora in Atac . Sospeso “ in merito all’improprio utilizzo dei sistemi informatici aziendali per lanciare messaggi dal contenuto inaccettabile mediante social network”.
Secondo l’opposizione la sospensione è un’ammissione di colpa da parte del sindaco Alemanno , che aveva giurato sull’abbandono di comportamenti antidemocratici da parte degli ex terroristi assunti in Atac. Inoltre in questa vicenda di Parentopoli finalmente ha pagato solo il caposcorta del sindaco.
ROTTURA DI FINE ANNO TRA SIMONA VENTURA E IL SUO ULTIMO FIDANZATO

Si vede che non era fatto “su misura” per lei. Meglio allora darci un taglio…al fidanzato . La storia d’amore tra Simona Ventura e il sarto Alessandro Martorana è giunta al capolinea. A riferirlo è il settimanale Chi secondo cui la conduttrice tv avrebbe trascorso da sola le feste natalizie e agli eventi ufficiali avrebbe preferito farsi accompagnare da Domenico Zambelli, suo assistente personale.
Con il torinese Alessandro Martorana, creatore di un marchio di lusso per abiti di sartoria, Supersimo sembrava aver ritrovato il sorriso. Giusto all’inizio di quest’anno erano circolate le voci di un loro flirt che poi si era consolidato nei mesi successivi. Fino a sfociare nelle dichiarazioni d’amore fatte da Alessandro ai giornali: "Simona è una donna straordinaria, unica, una persona che mi colpisce molto".
Ma lei, la bella conduttrice non aveva voluto scoprirsi troppo. Baci e carezze solo in clandestinità, fino alle vacanze estive quando i due sono stati ospiti di Flavio Briatore in Sardegna e i fotografi li hanno paparazzati insieme in spiaggia a Milano Marittima.
Poi il ritorno alla vita di tutti i giorni, con impegni e trasmissioni televisive per Simona e un nuovo atelier in zona Brera per Alessandro. Ma nessuno li ha più visti insieme. Chissà che tra i propositi per l’anno nuovo ci sia anche quello di “ricucire”.
giovedì 30 dicembre 2010
FOTO DEL GIORNO 30 DICEMBRE 2010 : LA MORTE DI ISABELLE CARO

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Svizzera contro l'Italia - http://pensierimadyur.blogspot.com/2010/10/la-lega-ticinese-contro-gli-italiani.html
LA TERRA AFRICANA RUBATA AI VERI PROPRIETARI : I CONTADINI
3Gli stranieri piombati in questo remoto villaggio dell’Africa Occidentale hanno portato notizie allarmanti ai contadini della zona “Questa sarà l’ultima stagione in cui potremo coltivare i nostri campi – dice Mama Keita , 73 anni, capo di questo villaggio nascosto in mezzo a una fitta boscaglia - dopo di che abbatteranno le case e si prenderanno la terra. Ci hanno detto che questa terra è di Gheddafi”.
In tutta l’Africa sta nascendo la corsa alle grandi estensioni coltivabili. Nonostante le loro tradizioni ancestrali , gli scioccati abitanti di piccoli villaggi stanno scoprendo che le loro terre il più delle volte sono proprietà dei governi africani , che le hanno affittate per i decenni a venire, spesso a poco prezzo , a investitori privati e governi stranieri.
Organizzazioni come le Nazioni Unite e la Banca mondiale sostengono che questo metodo , se praticato equamente , potrebbe contribuire a sfamare una popolazione mondiale in aumento , introducendo l’agricoltura commerciale su larga scala in zone che ne sono prive. Altri li definiscono ruberie neocoloniali che distruggono villaggi e creano una massa di poveri senza terra.
A peggiorare le cose è che ma la maggior parte del cibo è prodotto per le nazioni ricche “La sicurezza alimentare del Paese interessato deve essere messa al primo posto , senza eccezioni – dice l’ex segretario delle Nazioni Unite Kofi Annan, che lavora ai problemi dell’agricoltura africana – altrimenti è puro e semplice sfruttamento , e non funzionerà”.
Uno studio della Banca mondiale del 2009 , sono stati registrati accordi relativi a terreni agricoli per almeno 45 milioni di ettari. Più del 70% di questi accordi riguarda terreni africani , con nazioni come Sudan, Mozambico, ed Etiopia che stanno cedendo agli investitori milioni di ettari. Prima del 2008 , la media globale degli accordi non superava i 4 milioni di ettari l’anno. Ma la crisi alimentare di quell’anno , che scatenò rivolte , ha scatenato l’abbuffata.
Il rapporto in linea generale sostiene gli investimenti , ma rivela anche che molti sono speculazioni , che i terreni spesso vengono affittati a meno del loro valore e restano incolti , che i contadini vengono cacciati senza alcun rimborso e finiscono con l’occupare i parchi naturali. E che le nuove imprese creano molti meno posti di lavoro di quelli promessi.
I contadini hanno dovuto abbandonare le terre in Paesi come l’Etiopia , l’Uganda, la Repubblica Democratica del Congo, la Liberia, lo Zambia . In Mali , più di un milione di ettari sono controllati da un fondo statale, l’Office du Niger , in ottant’anni sono stati irrigati solo 80 mila ettari , perciò il governo vede i nuovi investitori come una vera fortuna. “Anche dando la Terra alla popolazione, non hanno i mezzi per svilupparla, e non li ha neanche lo Stato” dice Abou Sow, il direttore esecutivo dell’Office du Niger . Sow fa l’elenco dei Paesi che hanno fatto già investimenti o espresso interesse anche tramite privati : Cina e Sudafrica per la canna da zucchero, Libia e Aarabia Saudita per il riso, e poi Canada Belgio, Francia, Corea del Sud , India , Olanda e multinazionali come la Banca per lo sviluppo dell’Africa occidentale . Sow sostiene che molti investitori sono maliani , ma ammette che molti investitori stranieri come i libici , spediranno i prodotti in patria.
L’accordo con i libici è per 50 anni , chiedendo come contropartita che li sviluppino. Ci vorranno anni prima che le terre diventino produttive. Ma alcuni fanno notare che la Libia ha già speso 50 milioni di dollari per costruire un canale di 38 Km e una strada , a beneficio dei villaggi della zona. Tutti i contadini danneggiati riceveranno un rimborso. Ma nel Paese dilagano le proteste. “La terra è una risorsa che il 70% della popolazione usa per sopravvivere – dice Sanogo , economista del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo in Mali – Non puoi buttare fuori il 70% della popolazione, né puoi semplicemente dirgli di diventare tutti braccianti”.
Un progetto americano, invece, di 224 milioni di dollari aiuta 800 contadini maliani ad acquisire diritti di proprietà su terreni disboscati. Mali da una parte cerca profitti, dall’altra vede sparire le sue terre.
IN COSTA D’AVORIO SI CERCA UN ACCORDO PER NON FAR SCOPPIARE UNA GUERRA CIVILE
I presidenti di Sierra Leone, Benin e Capo Verde hanno tenuto tre ore di colloqui con Gbagbo presso il palazzo presidenziale ad Abidjan .
Appena la riunione si è conclusa, il presidente del Benin, Boni Yayi, ha detto semplicemente: "Tutto è andato bene". I tre leader ha rifiutato di commentare ulteriormente.
All'inizio ci sono stati segnali inquietanti quando i sostenitori di Gbagbo hanno detto che il leader avrebbe usato la riunione per dire tutta la sua versione della storia. Il portavoce del governo Ahoua Don Melo ha detto alla BBC: "Evitiamo che nessuna istituzione internazionale intervenga con la forza per imporre un presidente di uno stato sovrano.".
C'era speranza che la riunione tra Gbagbo e i tre paesi vicini dell'Africa occidentale avrebbe avuto successo soprattutto dopo che le Nazioni Unite, Usa, Ue e Unione africana non sono riusciti a convincerlo ad accettare la sconfitta nelle elezioni presidenziali del mese scorso contro Alassane Ouattara.
Essi gli hanno offerto la possibilità di andare in esilio.
"Andiamo a parlare con Laurent Gbagbo della Costa d'Avorio e siamo sicuri di ottenere risultati positivi", il ministro della comunicazione, Ibrahim Ben Kargbo, aveva detto in precedenza. "E 'appena possibile parleremo di intervento militare, ma speriamo che non si arrivi a questo".
Tuttavia, Gbagbo non aveva intenzione di cedere . Un portavoce del governo ha detto di voler tagliare i legami con i paesi che hanno riconosciuto Ouattara.
"Il governo vorrebbe far sapere che alla luce di tali decisioni, si riserva il diritto di applicare la reciprocità nel porre fine alla missione di loro ambasciatori in Costa d'Avorio", ha detto in una dichiarazione alla televisione nazionale .
Il ministro degli Esteri francese, Michèle Alliot-Marie, aveva detto che la Francia avrebbe accreditato un nuovo ambasciatore della Costa d'Avorio su richiesta del governo di Ouattara, che lo riconosce come il vincitore delle contestate elezioni del mese scorso.
Gli elicotteri delle Nazioni Unite avrebbero dovuto battere i divieti per incontrare Ouattara, che è sotto protezione delle Nazioni Unite nell’Hotel Golf . Le forze di pace delle Nazioni Unite sono a loro volta circondati da truppe fedeli a Gbagbo.
, l'ECOWAS, blocco regionale dell'Africa occidentale, ha minacciato di usare "forza " se Gbagbo non rinuncia alla sua presa al potere.Nigeria è il più forte esercito nella regione e sarebbe destinata a svolgere un ruolo chiave se un'operazione fosse lanciata. Ouattara è fiducioso , in questi ultimi giorni, che tale aiuto arriverà .
"Non è un bluff", ha detto un consulente senior. "I soldati stanno arrivando molto più veloce di chiunque altro pensa."
Ecowas è intervenuto in controversie passate, compreso il sequestro , nel 1998 , della capitale della Sierra Leone che ha costretto i leader militari a fuggire e ha permesso un presidente eletto di ritornare al potere. Ha inoltre preso d'azione in Liberia nel 1990 e le sue forze, per molti anni, e ha inviato truppe in Guinea-Bissau.
Ma alcuni analisti ritengono che una missione Ecowas in Costa d'Avorio comporterebbe una invasione su larga scala, provocando molte vittime civili.
Dopo diversi giorni di calma, spari sporadici sono stati ascoltati nel quartiere di Abobo nella capitale , una roccaforte dei sostenitori di Ouattara. Un testimone Reuters ha detto che la polizia erano a caccia di giovani cercando di creare barricate di copertoni in fiamme. Non è noto se vi siano state vittime.
Giovani Pro-Gbagbo hanno attaccato una pattuglia delle Nazioni Unite nel sobborgo di Yopougon. Hanno distrutto una macchina e ferito gravemente uno peacekeeper delle Nazioni Unite. E 'stato portato al quartier generale delle Nazioni Unite da parte della polizia. Settimane di violenza post-elettorale hanno lasciato 200 morti, secondo gli Stati Uniti.
Organizzazioni dei diritti umani danno la colpa alle forze di sicurezza associate a Gbagbo per centinaia di arresti e decine di casi di tortura e sparizioni.
L'ONU ha detto che era in grado di indagare sulle denunce di una fossa comune a causa delle restrizioni alla circolazione del personale dell'ONU. Nel frattempo, al generale delle Nazioni Unite per le operazioni di mantenimento della pace, Alain Le Roy, è stato impedito di passare un blocco stradale nei pressi dell'hotel Golf e ha dovuto viaggiare in elicottero.
Ouattara ha indetto uno sciopero generale, gli autobus hanno smesso di lavorare ad Abidjan, lasciando migliaia bloccati in casa. Egli trae sostegno da parte dei sindacati dei trasporti.
I risultati delle elezioni nel primo paese coltivatore di cacao nel mondo ha mostrato Ouattara vincente di otto punti percentuali, ma il tribunale superiore della nazione, gestito da un alleato di Gbagbo, ha ribaltato i risultati.
Gbagbo è al potere dal 2000 ed è già oltre il periodo del suo mandato di cinque anni, a causa delle elezioni presidenziali spesso rimandate. L'elezione di novembre era destinato a contribuire a riunificare un paese diviso dalla guerra civile in un nord controllato dai ribelli e un sud lealista.
Ecowas è composto da Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Costa d'Avorio, Gambia, Ghana, Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo.
LA NUOVA VITA DI CHERNOBYL. ORTI COLTIVABILI INTORNO ALLA VECCHIA CENTRALE
Chernobyl torna a vivere e la sua terra coltivata. L’annuncio avverrà intorno al 26 aprile , giorno dell’anniversario di quello che resta il più grave incidente nucleare della storia. Ma per prevenire critiche e obiezioni il Ministero dell’Agricoltura ha già messo al lavoro segretamente periti agrari e contadini che si stanno dedicando con passione ai campi che circondano i villaggi abbandonati di Stecianka e Korogod , la regione di Rovno, le rive del fiume Pripjat fino all’omonima città fantasma che ospitava il personale della centrale nucleare.
L’obiettivo è, per cominciare , la coltivazione della colza da utilizzare per l’olio come carburante biologico , coltura con cui l’Ucraina è il massimo produttore europeo. IL progetto ha anche una vaga promessa di finanziamento da parte dell’Unione Europea che intende circoscrivere l’esperimento a terre meno contaminate , alle periferie di questa regione divisa tra Russia, Ucraina e Bielorussia.
Ma il governo ucraino ha obiettivi più ambiziosi. Già da gennaio intensificherà i tour guidati per turisti e curiosi. Gli esperimenti agricoli si spingeranno molto dentro la zona proibita , attraverso quella complessa mappa fatta di macchie chiare e di macchie scure che contraddistingue tutta l’area. Per ragioni ancora strana , la contaminazione radioattiva non è avvenuta in maniera uniforme. Già nei giorni del rogo si scoprì che a pochi metri dal disastro l’aria poteva essere respirabile e avvelenata vicina.
Le campagne di questa zona è così : un labirinto diabolico e invisibile. La zona è ancora off-limits e recintata. Dall’altra parte del cancello c’è un villaggio di casette di legno ben tenuto e dai colori pastello. Tutte allineate lungo una strada di quasi un chilometro e tutti con il loro bravo orticello sul retro. Si Chiama Ditjatki che in ucraino vuol dire “Bambini piccoli” ed è abitato soprattutto da anziani che non hanno mai voluto abbandonare la Terra. I primi anni , a dire il vero, il governo sovietico aveva provato a mandarli via , a trasferirli nelle case popolari di Kiev. Ma sono tornati di nascosto , poi tollerati.
Tatjana , che vive in questo villaggio , racconta di coltivare e mangiare le patate e bere acqua del pozzo. I primi mesi avevano sempre mal di testa , nausee, poi è passata, ci sono abituati. Anatolij ha visto morire di cancro la moglie e la suocera. A Kiev c’era lo smog e quindi è tornato a vivere qui. Ora vive del suo orto e ogni tanto supera il reticolato a raccogliere funghi “Buoni con il wodka” racconta.
Movchan , presidente del Centro ecologico nazionale di Kiev , è terrorizzato “E’ una follia , una cosa gravissima. Misurano la radioattività sulla vegetazione e non capiscono che i radionuclidi si sono annidati appena sotto il terreno. Saranno sempre lì per centinaia di anni”. Inoltre aggiunge “I lavori agricoli , l’aratura , il raccolto, alzano la polvere. Ed è una polvere mortale. Basta inghiottire un atomo , dico un atomo, per essere certi di ammalarsi di cancro ai polmoni”.
L’Ucraina non vuole perdersi l’affare dei turisti durante i Campionati Europei di Calcio nel 2012. Chi durante una partita all’altra non vuole vedere il sito di Chernobyl? Ma c’è anche l’affare di terreni a costo zero , che porterebbero fiumi di denaro e tanti posti di lavoro a un Paese devastato dalla crisi economica. Ecco perché i pionieri di questa regione vengono incoraggiati nel loro ottimismo.
Nikolaj ha 24 anni, e quando scoppiò il reattore nucleare non era ancora nato. “Eppure come vedete non sono venuto deforme” racconta. Ogni sei mesi vengono dei medici a fare dei controlli. Lavora in una fattoria collettiva , alleviamo mucche. Non possono , però, vendere la carne fuori dal paese. Le regole non sono molte ferree, comunque, è vietato vendere il latte , ma i suoi derivati ( la panna acida e la smetana) si. Vassilij , fratello di Nikolaj, racconta di non essersi mai malato , tranne per qualche raffreddore.
ALESSIA MARCUZZI "Mi piace far contento il mio uomo.."

"Con Francesco sono una geisha". Alessia Marcuzzi racconta il suo lato intimo su A, svelando come in amore si sappia trasformare da "bambinona lessa" a donna con tutti i crismi: "Mi piace far contento il mio uomo...".
Poi però, nelle storie d'amore, preferisce la fuga: "Probabilmente è perché non sono ancora pronta", dice ammettendo di essere "insicura", di aver paura di soffrire e di perdere il controllo, "Ci sto lavorando però".
E con Francesco Facchinetti sembra che funzioni. La loro love story, nata la scorsa estate va a gonfie vele. Almeno per ora. La differenza di 8 anni tra lei e lui non pesa, non ancora, "Poi non lo so", aggiunge la Marcuzzi, che si confessa fatalista : "L'importante è che mio figlio stia bene, se sentissi che Tommaso è infastidito da qualcuno o da qualcosa, sarei la prima a capirlo. Con le persone con cui sono stata ha sempre avuto un buon rapporto".
E poi anche Francesco è un po' Peter Pan. La favola quindi può avere un lieto fine.
mercoledì 29 dicembre 2010
FOTO DEL GIORNO 29 DICEMBRE 2010 : I REGALI INUTILI DELLE FESTE

IL “NEMICO” DI PUTIN, L’EX MAGNATE KHODORKOVSKY è STATO CONDANNATO PER FURTO

Un tribunale di Mosca ha trovato il magnate del petrolio, Mikhail Khodorkovsky, Colpevole di furto e riciclaggio di denaro in .
Viktor Danilkin, il giudice del processo, ha detto alla corte che Khodorkovsky , e il suo socio in affari, Platon Lebedev, 54 ", è colpevole di appropriazione indebita . Khodorkovsky, che indossava una giacca nera, e Lebedev, in tuta bianca, hanno ignorato il giudice appena il verdetto è stato annunciato.
http://pensierimadyur.blogspot.com/2010/04/la-caduta-di-khodorkovskij-loligarca.html
Al di fuori del tribunale, alcune centinaia di manifestanti si sono riuniti, al grido di "libertà" e "Russia senza Putin". La polizia ha arrestato circa 20 persone, trascinandole fuori dalla folla e schiacciando i loro cartelli.
I sostenitori di Khodorkovsky, che parzialmente di proprietà della compagnia petrolifera Yukos e che una volta era l'uomo più ricco della Russia, dicono è stato scelto perché ha finanziato politici dell'opposizione. I due uomini sono in carcere da quando sono stati arrestati con l'accusa di frode nel 2003. Un tribunale li ha condannati a otto anni di prigione due anni dopo, ma un nuovo processo con l'accusa di aver sottratto 25 miliardi di dollari è iniziata lo scorso anno.
Gli analisti dicono che la durata della pena, che è attesa più avanti, mostrerà quale dei due clan del Cremlino - la siloviki (Sicurezza e veterani militari) associati con Vladimir Putin, il primo ministro, e dei liberali , vicini al presidente, Dmitri Medvedev - ha acquisito la supremazia nel paese.
I procuratori vogliono gli uomini a rimanere in carcere fino al 2017, e Putin ha detto questo mese che "un ladro dovrebbe essere in prigione", quando gli è stato chiesto sul processo. Medvedev, tuttavia, ha preso le distanze dal caso e ha detto che i funzionari di governo non dovrebbe esprimersi in merito prima della fine del processo.
L’ avvocato di Khodorkovsky, Vadim Klyuvgant, oggi ha detto: "Il processo è stato una farsa , le accuse erano assolutamente false, ma temo che la condanna sarà molto reale." Andrei Illarionov, ex consigliere economico di Putin, ha detto al Guardian : "Questa accusa è il risultato di un colpo di stato”.
Nel 2003, il siloviki temeva che Khodorkovsky e le forze politiche che lo circondavano stavano diventando troppo potente, così hanno deciso di arrestarlo. "Queste persone sono ancora dominanti nel paese e per loro sarebbe una sconfitta se Khodorkovsky fosse rilasciato".
Vladimir Ryzhkov, ex parlamentare dell'opposizione che era anche al di fuori del tribunale, ha dichiarato: "Ci sono state pressioni di Putin sul giudice , che esprime sempre il suo odio per Khodorkovsky e dice pubblicamente che egli è colpevole di furto".
Ryzhkov ha aggiunto: "Credo che vogliono tenerlo in prigione per altri tre o quattro anni almeno, quindi non viene rilasciato, anche dopo le prossime elezioni presidenziali nel 2012." Egli ha respinto i suggerimenti che Medvedev potrebbero garantire una pena più morbida. "Non c'è mai qualsiasi azione dietro la retorica di Medvedev," ha detto.
Uno dei manifestanti tra la folla in piedi su un banco di neve di fronte alla corte è stata Vladimir Yurovsky, 54 anni, il manager di una piccola sede a Mosca società di servizi finanziari.
"Ho visto le incriminazioni e sono assurde", ha detto, aggiungendo. "Una volta ho lavorato per una società che in concorrenza con le imprese di Khodorkovsky ha portato via i nostri clienti. Ma è stato fatto in un modo signorile ".
IN GALERA PER CORRUZIONE IL SINDACO ANTI-NATALE DI NAZARETH.
Il Natale e gli addobbi natalizi quest’anno sono stati motivo di scontro fra gli ebrei tradizionalisti e le varie minoranze cristiane d’Israele. Se gli haredim a Gerusalemme avevano minacciato il boicottaggio del Mamilla Mall – perché alcuni negozianti avevano esposto alberi di Natale e arredi colorati – Shimon Gapso, sindaco della città di Nazareth Ilit , piccolo centro a minoranza ebraica che sovrasta la storica Nazareth , aveva vietato per decreto l’esposizione di un solitario e piccolo albero con le luci colorate.
Meno di una settimana dopo Gapso è stato arrestato con l’accusa di corruzione. Avrebbe intascato migliaia di shekel da un costruttore in cambio di concessioni governative.
La coincidenza non è cambiata ai 10 mila cristiani della città. Nei bar, nei caffè e nei ristoranti della parte araba della città la battuta più frequente era “Hai visto, su Gapso si è finalmente abbattuta la vendetta divina”. Il primo cittadino si difende, dicendosi convinto della propria innocenza e che presto sulla vicenda verrà fatta chiarezza. Sembra che l’opposizione abbia passato il materiale incriminante, e il motivo è stato il divieto del Natale.
Certo le relazioni sia con la popolazione cristiana che con gran parte del consiglio comunale erano su un piano inclinato , soprattutto dopo che Gapso aveva difeso la sua scelta con “Sono stato eletto per garantire il carattere ebraico di Nazareth Ilit , ed è tutto fuori luogo qualsiasi ostentazione di simboli cristiani”. “Se a qualcuno non sta bene – aveva detto in un’intervista – alle prossime elezioni votate un sindaco diverso”.
In netto contrasto con Gapso , il sindaco della vicina Nazareth Ramzi Jeraisi , aveva incoraggiato l’esposizione degli alberi di Natale . Cipressi, non abeti ( non sono presenti nella regione) , che davano alla città un’aria di festa.
Il tentativo di Gapso di ridimensionare il clima natalizio rientra in una campagna – fallita almeno nella laica Tel Aviv – che mira a dissuadere gli israeliani dal partecipare a veglioni e alle feste natalizia, addebitate come baccanali.
Da diversi anni i rabbini oltranzisti e gli attivisti nazional-radicali conducono una battaglia contro gli stolti simboli cristiani.
SCOPPIA LA POLEMICA FASCISTOPOLI DI ALEMANNO.
L’ex Nar Francesco Bianco , assunto a chiamata diretta nell’Atac ( azienda municipalizzata dei trasporti di Roma) , dal giorno della manifestazione degli studenti scambia battute su Facebook. Razziste nei confronti di studenti ed ebrei. C’è chi ai studenti vorrebbe gettare del napalm o dell’ecologico olio bollente. O come Bianco alla fine “Due colpi di mortaio? Pece bollente o piume d’oca?”.
Il tam tam delle polemiche è assordante. Alemanno chiama l’ad dell’Atac , Maurizio Basile. Un colloquio di pochi minuti. Poi ha preso carta e penna e ha fatto dettare alle agenzie un comunicato. “Ho parlato con i vertici di Atac a proposito del caso riguardante i commenti di Francesco Bianco e di altri dipendenti su Facebook. L’azienda mi ha garantito una rapida indagine e l’assunzione di adeguati provvedimenti, qualora si accertasse l’utilizzo di un social network su un’utenza aziendale per fini privati e per i contenuti gravemente offensivi e antisemiti. Comportamenti di questo tipo sono inaccettabili da parte di chiunque e diventano ancora più odiosi se provenienti da un dipendente di un’azienda comunale”.
IL pd accusa Alemanno con “fascistopoli”. Una vicenda che riporta alla mente i saluti romani durante la sua elezione. Ma soprattutto le recenti assunzioni in Tac, dell’ex Nar Bianco ( processato per rapina , omicidio e tentato omicidio insieme ai fratelli Fioravanti) e ,come capo del servizio relazioni industriali , dell’estremista dell’estrema destra Gianluca Ponzio . Mentre l’ex di Terza Posizione Stefano Andrini è stato chiamato a fare il manager all’Ama , l’azienda dell’ambiente di Roma.
Tutte assunzioni difese dal nuovo sindaco al momento in cui infuriò la polemica. Escono delle foto del 2009 , in campagna elettorale, in cui Alemanno è insieme a Gioacchino Camponeschi e Fabio Moro, due sindacalisti della Cisal immortalati anche a Predappio davanti al busto del Duce.
RIHANNA PASSA LE FESTE IN FAMIGLIA NELLE BARBAODS. SFOGGIANDO UN COSTUME A FORMA DI PANTERA




Anche al mare Rihanna non passa inosservata. Tornata per Natale nel suo paese d’origine, le Barbados, la cantante si è presentata in spiaggia con un costume da vera catwoman. Un pezzo unico, nero su cui risalta una pantera con le fauci spalancate.
Una turista come tante si aggira sulle spiagge delle Barbados. Peccato che il costume da 195 dollari che indossa Rihanna è un come richiamo per gli affezionati fan. La 22enne ha passato il Natale a casa dei genitori alle Barbados e non ha rinunciato a farsi un bagno.
Nemmeno stavolta con lei non c'era il fidanzato Matt Kemp. Il giocatore di baseball negli ultimi tempi non appare più al suo fianco e le voci a proposito di una loro rottura circolano sono sempre più insistenti. Le feste in famiglia non sembrano aver contribuito a riappacificare la coppia.
martedì 28 dicembre 2010
FOTO DEL GIORNO 28 DICEMBRE 2010 : IL FIOCCO DI NEVE AL MICROSCOPIO
LO SCANDALO G8 ALLA MADDALENA: L’HOTEL A 5 STELLE CHE DOVEVA PORTARE TURISMO IN SARDEGNA è L’ULTIMA BEFFA DI BERTOLASO PRIMA DI ANDARSENE.
L’ultima beffa del G8 in Sardegna è l’hotel mai costruito. Pensate che la bonifica dello spicchio di mare di fronte all’Hotel del G8 , alla Maddalena, dato in gestione dalla Regione alla Mita Resort del gruppo Marcegaglia , canone da 60 mila euro all’anno più 30 milioni post-bonifica, Bertolaso ha speso 72 milioni di soldi pubblici. I lavori sono stati affidati al cognato Francesco Piermarini : ma la pulizia della discarica marina non è mai stata completata. E così in porto le barche non possono navigare.
Non pervenuti nemmeno i permessi per l’hotel che doveva ospitare i capi dello Stato : prima fra tutti l’abitabilità. Mita le aspettava già questa estate le carte , ma la Regione Sardegna – proprietario di questo sito non ha ancora effettuato nemmeno la perimetrazione dell’area. E’ questo il quadro di Porto Arsenale , la struttura sorta dalle ceneri dello scandalo del G8 ( un affare costato 500 milioni di euro , 327 per le opere alla Maddalena , il resto per L’Aquila) che nei piani del gruppo Marcegaglia doveva diventare il porto turistico più importante del Mediterraneo. Ora potrebbe trasformarsi nell’ultima beffa della Maddalena.
Il 31 dicembre i lavoratori ancora sotto contratto con la Mita Resort se ne andranno a casa. Gli altri essendo stagionali se ne erano andati a settembre. L’unica azienda maddalenina che ancora lavora è la Roland Garden, che cura il verde.
Secondo il capitolato d’appalto , MIta – che ha ottenuto la concessione ad un prezzo vantaggioso- avrebbe dovuto presentare al Comune un piano industriale a garanzia che il suo business sarebbe stata anche un’occasione di rilancio per l’isola . Il piano ancora non si è visto . Il gruppo prima di fare altri passi vuole vederci chiaro. Cioè che le acque continueranno a essere infestate da idrocarburi – nonostante il Piano della Protezione Civile, e che la Regione mantenga le promesse, finora non l’ha fatto.
Mita non essendo nelle condizioni di poter sviluppare il progetto , valuterà l’ipotesi del suo impegno nell’affare del Porto Arsenale. I magazzini sono pieni di materiale ancora incellofanato. Se sono incellofanati non è certo colpa di Mita. La società sembra danneggiata dalla celerità(?) della Regione e dagli effetti imprevisti della Protezione Civile sull’isola.
Dietro la cricca aleggia un nuovo spettro : e cioè che Mita di qui a poco decida di riconsegnare le chiavi dell’ex Arsenale alla regione. “Il governatore Cappellacci se ne sta lavando le mani” tuona il consigliere comunale Mauro Bittu. Nell’arcipelago degli scandali e delle beffe c’è rabbia. L’hotel a 5 stelle sorto nell’ex ospedale militare dista un centinaio di metri dall’Arsenale : è costato 75 milioni , 742 mila euro a stanza. A febbraio 2010 Bertolaso promise che sarebbe stato fatto un nuovo bando di gara per l’assegnazione . Niente. Una cattedrale sul mare.
Ancora più nulla si sa del Water Front , il porto turistico cittadino i cui lavori dovevano partire ad ottobre. Doveva essere collegata al G8 anche quella : ma dopo gli scandali sulla corruzione è scivolata a data da destinarsi. Dieci milioni di fondi Fas , altri cinque provenienti dalle casse della Regione : ma è ancora tutto fermo.
IN COSTA D’AVORIO è IN ARRIVO UNA CRISI UMANITARIA A CAUSA DEL PRESIDENTE USCENTE CHE NON VUOLE LASCIARE IL POTERE
Una crisi umanitaria è in via di sviluppo in Costa d'Avorio con almeno 14.000 profughi che fuggono dalla violenza politica e la minaccia della guerra civile, hanno avvertito dalle Nazioni Unite.
Alcuni hanno camminato per quattro giorni con poco cibo alla vicina Liberia, dice l'agenzia dell'ONU per i rifugiati . Almeno un bambino è annegato mentre cercava di attraversare un fiume.
L'allarme è venuto quando il leader dell'Africa occidentale ha minacciato un intervento militare se Laurent Gbagbo, dichiarato il perdente delle elezioni presidenziali del mese scorso, persiste nel suo rifiuto di dimettersi.
L’altra sera il presidente eletto, Alassane Ouattara, ha indetto uno sciopero nazionale generale , che avrebbe chiuso il paese fino a quando Gbagbo si dimette.
Ci sono segnali di peggioramento delle condizioni di vita e di una carenza di cibo e alloggio per persone disperate per sfuggire alla instabilità e agli "squadroni della morte".
La carica di Alto commissario Onu per i rifugiati ha detto che ha "registrato 14.000 rifugiati ivoriani in Liberia orientale”, fuggiti sulla scia di instabilità post-elettorale nel loro paese .L'UNHCR ha aggiunto che è pronta per un totale di 30.000 rifugiati nella regione, e avverte: "Il numero crescente di nuovi arrivi si sta ripercuotendo nelle comunità che accolgono i rifugiati : le forniture alimentari sono a corto, nonostante gli sforzi del governo e delle agenzie umanitarie per dare più assistenza.
"La nostra relazione personale è che le case comunità di accoglienza sono piene e congestionate. Nel settore della Butuo, per esempio, ci sono case in cui da sette a 20 membri della famiglia condividono una camera singola, mentre altri dormono nei corridoi o sulle verande."
Per coloro che sono rimasti vi era poco senso di gioia per Natale. Saibou Coulibaly, un venditore di giocattoli nella capitale commerciale di Abidjan, ha dichiarato: "Questo è il peggior Natale che ho vissuto finora . Anche nel 2002, quando c'era la guerra, era meglio. Il problema ora è che la gente è stanca Due... presidenti, due governi, tutto questo è troppo per la gente ".
George Kouadio, un insegnante, ha detto che ha pregato durante la messa di Natale che la crisi politica non avrebbe raggiunto il punto di una rinnovata guerra civile. "Costa d'Avorio ha sofferto troppo negli ultimi 10 anni ", ha detto." Ho chiesto al Signore di aiutarci a trovare la pace, ma soprattutto dare saggezza ai nostri leader. "
I leader africani hanno minacciato di eliminare Gbagbo con la forza. James Gbeho, il presidente degli Stati dell'Africa occidentale (ECOWAS), ha detto che stava facendo un "gesto finale" per sollecitare l’ex presidente a fare un uscita pacifica.
Il ministro degli esteri del Benin, Jean-Marie Ehouzou, ha detto che i presidenti del Benin, Sierra Leone e Capo Verde si recheranno in visita in Costa d'Avorio Martedì a informare Gbagbo "che deve scendere il più rapidamente possibile o si agirà con forza militare".
La sconfitta di Gbagbo , da parte del leader dell'opposizione Alassane Ouattara, è stata riconosciuto dalle Nazioni Unite, Stati Uniti, Unione africana e dell'Unione Europea. Le forze di sicurezza di Gbagbo sono stati accusati di aver orchestrato circa 200 vittime, centinaia di arresti e decine di casi di sparizioni e torture nelle ultime settimane.
Le Nazioni Unite hanno riferito che le forze armate alleate con Gbagbo, stanno impedendo di arrivare al villaggio di N'Dotre, dove ci sono "le accuse dell'esistenza di una fossa comune".
Un cappio finanziario si sta stringendo intorno a Gbagbo. Il suo accesso ai fondi statali, per pagare i soldati e funzionari, è stata tagliata fuori e solo i rappresentanti di Ouattara hanno ora accesso ai conti. Fonti diplomatiche dicono che Gbagbo ha riserve di governare il paese per tre mesi. Ma Ouattara sta lottando per affermare la sua legittimità. Le truppe fedeli al suo rivale continuano a circondare l'albergo dove ha trovato rifugio, sotto la protezione di 800 caschi blu delle Nazioni Unite dopo le elezioni.
Ouattara ha detto in un discorso la vigilia di Natale: "Dopo questi lunghi anni di crisi, il popolo ivoriano merita di gioire per il progresso democratico, ma l'ex presidente Laurent Gbagbo ha deciso di aprire una nuova pagina di violenza e di incertezza, aggravando ogni giorno un po' 'di più la sofferenza di ivoriani ".
AL MANGIAGALLI DI MILANO, SOLO UNA MADRE SU 5 DICHIARA IL NOME DEL PARTNER DOPO AVER PARTORITO
Molte sono le donne single che mettono al mondo un figlio senza avere un marito al fianco. Succede alla Mangiagalli di Milano, dove sempre più spesso le madri che, nell’atto di nascita del figlio, lasciano vuota la casella riservata al padre.
Il tempio dell’ostetricia milanese , considerata la culla della città con i suoi 6500 parti l’anno, finisce sotto i riflettori per un fenomeno che non ha precedenti. Una donna su 5 che mette al mondo un figlio in Mangiagalli sceglie di non dichiarare il nome del partner.
Su 6138 parti registrati finora , quelli che riguardano donne sole sono 1298. Un esercito in crescita che si è triplicato nel giro di tre anni , passando da 474 casi del 2008 , agli oltre 1000 di oggi. La Mangiagalli , al centro spesso di guerre in difesa dell’aborto, stavolta tiene banco per un fenomeno destinato a far discutere. Le madri, in questo modo, fanno cadere un grosso tabù. Ovvero quello che stabilisce che per avere un figlio ci vuole un marito o un compagno. Ma per quelle donne non è così.
L’identikit delle madri single tracciato dall’ospedale , è 35 anni , sono al 72% italiane , con un buon livello di istruzione ( il 53% ha la laurea). Sono donne che hanno fatto carriera, almeno in larga parte, e decidono di fare un figlio se vedono che l’orologio biologico avanza inesorabilmente , senza essere sposate o convivere.
Programmano la maternità e fanno di tutto per raggiungere il loro obiettivo , senza escludere l’inseminazione artificiale che all’estero si fa senza problemi. Secondo il sociologo Bonomi “La verità è che si sta dissolvendo un vecchio modello di famiglia , con lui , lei ei figli. E si fa largo una nuova realtà. Più che giudicarla , dobbiamo conoscerla e capirla”.
La Mangiagalli fotografa una realtà cui la protagonista è la donna che non sente più bisogno di avere un marito per avere figli. In teoria la legge permette alle donne che partoriscono di avere dieci giorni per cambiare idea e indicare il partner. Infatti il Comune di Milano parla di un 3% di madri single. Ma la tendenza del Mangiagalli lasciano il segno. “il 22% di donne che da noi si dichiarano madri sole – dice Tiso, della direzione sanitaria – deve far riflettere. A noi spetta l’assistenza , ma la società non può chiudere gli occhi su questo fenomeno”.
AGENTI INGLESI NELL'OCCHIO DEL CICLONE PER COME HA AGITO DURANTE LE PROTESTE STUDENTESCHE
JANE FONDA ENTUSIASMA IL POPOLO AMERICANO IN TV IN MINIGONNA. IL CENTRALINO VA IN TILT
Sorriso smagliante e minigonna vertiginosa. 73 anni e non sentirli avendo ancora voglia di stupire il pubblico. Insomma, invecchiare non dev'essere un problema e quando si è in forma è giusto mostrarsi per come si è. Magari con un pizzico di ironia. E Jane Fonda in questo è straordinaria. Centralini del programma in tilt per le congratulazioni degli spettatori quando hanno visto l'attrice partecipare al celebre "Late Show With Craig Ferguson"





