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venerdì 22 aprile 2011

ACCORDO CRIMINALE E RILEVAZIONE DI NOTIZIE RISERVATE AI MAFIOSI DA PARTE DI SALVATORE CUFFARO

Un aiuto consapevole e ripetuto. Quello che l’ex governatore della Sicilia Cuffaro aveva stretto con il boss di Brancaccio, Guttadauro , era un vero e proprio accordo politico-mafioso.A quasi due mesi dalla sentenza che ha spedito in carcere l’ex senatore , dal 22 gennaio sta scontando a Rebibbia i sette anni di carcere per rivelazione di notizie riservate e favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra , la Corte di Cassazione deposita le motivazioni della sentenza.

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Si è accertato anche i reiterati contatti tra Cuffaro e diversi esponenti di Cosa Nostra. Nelle 215 pagine di motivazione , i giudici della Cassazione parlano di un accordo criminoso tra Cuffaro e il Boss Guttadauro e sottolineano anche l’atteggiamento psichico con il quale, l’allora presidente della Regione avrebbe consapevolmente aiutato il capo mafia facendogli giungere la notizia riservatissima delle microspie piazzate nel salotto di casa.

Cuffaro era perfettamente consapevole che, svelando la notizia di indagini in corso nell’abitazione del capomafia , avrebbe ostacolato l’indagine che tendeva a scoprire proprio l’attività di infiltrazione nelle istituzioni.

La Cassazione cristallizza anche due episodi che, insieme a Cuffaro, videro protagonista il ministro Romano che attende la decisione del gip sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’inchiesta a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa. Alla viglia delle elezioni regionali siciliane del 1991 , Romano accompagnò Cuffaro a casa di Siino , allora ministro dei Lavori pubblici di Cosa Nostra , poi diventato collaboratore di giustizia, a chiedere sostegno elettorale.

L’ex governatore ha sempre ammesso l’incontro, nega il resto.
Saverio Romano , il ministro , avrebbe messo in lista , per le elezioni regionali del 2001 , Acanto , intimo collaboratore della famiglia mafiosa di Villabate , uomo del boss Mandalà. La cassazione dà credito a Campanella che avrebbe personalmente incontrato Romano per chiedergli l’inserimento di Acanto nella lista del Biancofiore. Romano avrebbe assicurato l’inserimento e mandato i saluti al boss Mandalà. Acanto, risultò poi il primo non eletto dopo l’ex maresciallo Borzacchelli, poi arrestato perché coinvolto anche lui nell’inchiesta sulle talpe in Procura. ERa lui che forniva informazioni a Cuffaro.

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