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by MADYUR

martedì 26 aprile 2011

BERLUSCONI NON VOLEVA CHE LASSINI SI DIMETTESSE. VOLEVA LA LINEA DURA

“Quel Lassini avrebbe fatto bene a non dimettersi , fosse dipeso da me..”. Questo è quello che pensa il Presidente del Consiglio sulla storia dei beceri manifesti a Milano.

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“il capo dello Stato è stato prontissimo a bollare come ignobile provocazione i manifesti sulla procura – tuona Berlusconi – ma nessuno si è sognato di intervenire o di aprire un’indagine su Asor Rosa che ha progettato un golpe sulla prima pagina di un giornale”. Come non ascoltare Radio Londra e i suoi giudizi anti golpe sui giudici e sul fatto che Napolitano non deve ignorare…

La Lega , per la prima volta dopo anni di abbassare le braghe, ha preso le distanze su come si gestiscono i rapporti con il Quirinale ma soprattutto come ha preso male la piega a Milano, sulla campagna elettorale. Secondo Bossi le cose non dovrebbero essere gestite così. L’idea del Premier di investire la campagna di Milano sui suoi processi e sulla giustizia non piace alla Lega.

Bossi lo ripete spesso “Se a MIlano vince Pisapia , apriamo la crisi”. La parola d’ordine , intanto, nella campagna elettorale è distinguersi dai berlusconiani. Nei toni e nei contenuti “La giustizia non sarà il nostro traino” dice chiaro Reguzzoni , capogruppo della Lega.

Per Berlusconi Milano e come il Lazio, lo scorso anno. “Ho fatto il miracolo per la Polverinbi , lo ripeterò per Letizia”. Alle amministrative del 2006 , il centrosinistra ha conquistato 27 centri , dopo 5 anni , stando ai calcoli del Premier, ne confermerebbe non più di 15. Forse se perderà Milano, perderà anche la faccia. Forse arriva il conclamato declino elettorale.

Sarebbe la fine del berlusconismo , come dice la Lega.

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