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by MADYUR

lunedì 12 settembre 2011

TORNA L’ONDA VERDE IRANIANA. SI PROTESTA PER IL PROSCIUGAMENTO DEL LAGO ORUMIYEH, UNA CATASTROFE ECOLOGICA PLANETARIA

Ritorna l’onda verde iraniana , che si è dilagata su Facebook e su diversi siti iraniani per invitare a manifestare in difesa del lago di Orumiyeh , il grande lago salato dell’Arzerbaigian iraniano, dove c’è una catastrofe ecologica planetaria.

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“Azeri piangono e riempiono il lago Orumiyeh delle nostre lacrime” gridavano alcuni manifestanti nelle settimane scorse a Tabriz e Orumiyeh, le due città principali dell’Arzerbaigian iraniano , per protestare contro il prosciugamento del lago , il terzo lago salato del mondo. Dovuto in parte all’incuria e alle decisioni sbagliate del governo.

Le manifestazioni pacifiche delle due città sono state subito represse , come si può vedere da diversi video posti su Facebook e sui blog. Ma il prossimo appuntamento è pericoloso per il regime. L’onda verde invita gli iraniani a manifestare per la sopravvivenza del lago e in solidarietà con il popolo azerbaijano.

Una manifestazione durante una partita tra la squadra di calcio di Tabriz e quella di Teheran. Nello stadio sono sempre stati esposti striscioni che ricordano al governo centrale l’articolo 15 della Costituzione iraniana che consente larghe autonomie alle minoranze etniche , ma che il regime non osserva. Negli ultimi due anni i tifosi dello stadio di Tabriz sono stati presi di mira dalla polizia iraniana. Ma forse quest’anno il problema è sentito da tutta la popolazione.

Il governo ha fatto sapere che il prosciugamento del lago è un problema grave , ma non ha previsto nessun piano di salvataggio, e accusa i critici di politicizzare la questione. La verità è che il lago si è prosciugato a causa  della costruzione di dighe sui suoi immissari , che ora non arrivano a immettervi acqua.

Gli esperti pensano che il lago si possa prosciugare in 5 anni , a meno che non si prendano misure drastiche e immediate. Una di queste potrebbe essere far affluire nell’Orumiyeh le acque del fiume Arax e di altri corsi d’acqua vicini. Se non si interverrà succederà come per il Lago Aral nell’Asia centrale. Non solo priverà della regione di risorse ittiche e turistiche ma lascerà sul terreno milioni di tonnellate di sale e di sabbia salata che in una regione percorsa da forti venti distruggeranno l’agricoltura in un’area vastissima.

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