Amy Winehouse non è morta perché piena di 'droga', come immaginato poche ore dopo il suo decesso,
bensì per eccesso di alcool. La cantante quando ci ha lasciato aveva in
corpo un tasso alcolico cinque volte superiore al limite consentito dal
codice stradale inglese.
Se gli esami tossicologici non avevano riscontrato la presenza di
sostanze stupefacenti, le ultime analisi hanno finalmente svelato il
perché quel maledetto 23 luglio Amy è morta, sul suo letto. La Winehouse
aveva infatti 416 mg di alcol in ogni 100 ml di sangue. Il limite
massimo consentito in Inghilterra è di 80 mg. Un tasso alcolico
eccessivo, soprattutto per un corpo come il suo, debilitato da anni di
eccessi, tanto da portarla alla morte.

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